CREMAINSCENA: L’amore raccontato con passi di danza e musica. Dopo Sara Armando, I Guitti e No#strani Cabaret

Cremainscena
Un momento di Love plays
La rassegna CremainScena è tornata ad animare le serate primaverili cremasche: giovedì 18 è stato il turno di D’i Verse con Love play(s). Un gruppo di 7 ballerini, di cui Sara Armando è sia ballerina sia coreografa, che ha portato in scena uno spettacolo sull’amore, quella forza in grado sia di far felice l’uomo sia di rattristirlo e farlo arrabbiare. Una forza a causa della quale in antichità si è giunti addirittura a combattere una guerra. Poche le parole recitate, a parte un paio di battute e la voce fuori campo che introduceva e accompagnava alcune scene, perché la narrazione è avvenuta attraverso passi di danza e musica. Coreografie swing, tip tap e non solo ideate su testi di canzoni dei nostri tempi che parlano dell’amore in ogni sua sfaccettatura. Sono stati così i corpi a parlare.

I protagonisti si incontrano in una balera. Sono molto diversi tra loro, per il proprio vissuto e caratterialmente, ma tutti sono mossi dall’amore. Lì i personaggi intravedono la loro possibile anima gemella. Ballando cercano di avvicinarsi. C’è chi riesce, c’è chi invece deve lottare un po’ prima di farcela perché troppi sono i pretendenti… Finalmente si incontrano, ballano e si divertono. Come in ogni favola, però, schiocca la mezzanotte e la balera chiude. Tra di loro i personaggi pensano se si incontreranno ancora. Uno spettacolo che porta in scena sia la bellezza dell’amore – il sorriso che stampa sul viso degli innamorati – sia il lato negativo perché purtroppo, a volte, non si è ricambiati o i sentimenti cambiano e così si soffre; l’amore inoltre può essere anche l’amore per il lavoro, come ha dimostrato Armando nei confronti della danza, in primis piangendo di gioia per la buona riuscita della rappresentazione. Armando è maestra di danza, ma anche coreografa e sempre lei ha ideato-scritto e diretto “Love play(s)” che peraltro, come ha spiegato, è il suo primo spettacolo. Tra lacrime e un enorme sorriso ha ringraziato tutti, partendo dai suoi compagni di viaggio, alcuni giovani, altri esperti: Laura Benedetti, Lorenzo Daccò, Giulia Fregoni, Chiara Furfaro, Nicole Rossi e Vittorio Schiavone.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

La rassegna procede con altri due appuntamenti calendarizzati per la prossima settimana. Giovedì 25 aprile si può festeggiare la Liberazione anche a teatro dove, alle ore 21, verrà presentato lo spettacolo Al moulin rouge. I Guitti di Quintano, sotto la direzione di Gimmi Piero Sanzeni, racconteranno la storia di Christian, giovane aspirante scrittore londinese, che fa dell’amore il suo credo. Ribellatosi all’autorità paterna, si trasferisce nel quartiere più ‘vivace’ della capitale francese, Pigalle, per sviluppare le sue doti artistiche assaporando l’atmosfera bohémienne che imperversava a Parigi. Qui si inserisce nel mondo del teatro, venendo arruolato da una sgangherata compagnia e riuscendo a conoscere Satine, la bella étoile del Moulin Rouge.
Venerdì 26 aprile, sempre alle ore 21, andrà in scena È un lusso che non ci possiamo permettere allestito da No#strani Cabaret, gruppo teatrale amatoriale di Moscazzano che punta sulla comicità e il divertimento. Nato nel 2012 è formato da cinque attori, due musicisti una scenografa e due tecnici audio-luci. Lo spettacolo richiama le dinamiche e la verve del cabaret, non si tratta infatti di una commedia con una storia definita, piuttosto si potrà applaudire una serie di sketch diversi. In scena anche il gruppo di canto a cappella The Scrafige, composto da 8 giovani ragazzi del Cremasco.

Posto unico 10 euro.