LA MESSA CON LA BENEDIZIONE DEGLI OLII SANTI E LA FESTA DEI SACERDOTI

Il vescovo soffia sul crisma per indicare l'infusione dello Spirito Santo

Un invito al coraggio per i sacerdoti è stata questa mattina la celebrazione del Giovedì Santo con la benedizione degli olii santi e la Messa concelebrata da tutti i preti della diocesi attorno al vescovo Daniele, nella giornata in cui il Signore Gesù ha istituito il sacerdozio. Un momento di grande ringraziamento e di rinnovamento delle promesse sacerdotali. I sacerdoti si sono poi trovati a pranzo insieme per far festa, presso la sede della Fondazione Manziana scuola diocesana. 

La celebrazione è iniziata alle ore 10 con la processione dei sacerdoti verso la cattedrale. All’inizio il vescovo Daniele ha salutato e ringraziato tutti per la presenza. Ha salutato i sacerdoti assenti, innanzitutto don Bernardo Fusar Poli di 103 anni che celebra quest’anno gli 80 di ordinazione; poi alcuni ammalati; ha ricordato quelli che quest’anno celebrano gli anniversari di sacerdozio e don Elio Ferri scomparso prematuramente nel corso dell’anno. Ha fatto cenno a don Pier Giorgio che verrà ordinato sacerdote l’8 giugno, ha ricordato i missionari e soprattutto don Gigi Maccalli a sette mesi dal rapimentoin Niger: “Li protegga padre Alfredo che in ottobre venereremo ufficialmente come beato.”

Poi ha informato che l’11 maggio Claudio Dagheti ed Edoardo Capoferri inizieranno ufficialmente il cammino del diaconato permanente; nel contempo i lettori Antonino Andronico e Alessandro Benzi diventeranno accoliti, ultimo passo prima del diaconato. Infine un ultimo saluto ai ragazzi/e della Cresima presenti in cattedrale.

Poi le lettura della parola di Dio e l’omelia di mons. Gianotti. Come s’è detto il tema è stato quello del “coraggio”. “In questo momento – ha detto il vescovo – siamo a rischio scoraggiamento. Ascoltiamo l’ultima parola di Gesù detta ai suoi apostoli: ‘Coraggio io sarò con voi sempre’. Una delle cause di scoraggiamento è la debolezza del nostro ministero, a motivo dei limiti odierni e il comportamento di alcuni nostri confratelli nel sacerdozio.”

Per incoraggiare mons. Gianotti ha preso le parole di Paolo nella seconda lettera  a Timoteo: “Il Signore ci ha dato uno spirito di forza, non di debolezza: lui rimane fedele. La parola di Dio non e incatenata. Paolo invita a non scoraggiarsi, a lavorare senza stancarci: Dio ci ha salvato con una vocazione Santa. Del resto – come diceva Guardini – Dio ha avuto coraggio nel fare noi uomini nella libertà e poi prendere su di se la nostra colpa diventando uomo. Ha avuto coraggio nel scegliere noi come suoi ministri per la salvezza dei fratelli! Chiediamogli il dono del coraggio.

Tre i doni del Signore: la parola e i sacramenti: “non riduciamoli a riti stanchi”; la fraternità sacerdotale e con i fratelli della comunità; l’amore per il nostro popolo in particolare per i suoi figli più deboli e poveri. 

E cita mons. Gianotti ha concluso citando i Promessi Sposi: don Abbondio dice al card. Federigo: “Il coraggio uno non se lo può dare!” E il Borromeo: “L’amore è intrepido!” Abbiamo bisogno di questo amore intrepido che il Signore ci darà in abbondanza se lo chiederemo.

La liturgia è continuata con la benedizione degli oli, portati all’altare da sacerdoti affiancati da una coppia di laici: l’olio degli infermi, l’olio dei catecumeni e il crisma (l’olio profumato): quest’ultimo per il battesimo, la cresima, la consacrazione dei sacerdoti e dei vescovi, nonché di chiese e altari.

Al termine della Messa, molto partecipata, i sacerdoti hanno raccolto dalle ampolle i nuovi olii santi per portarne in parrocchia.

Poi, alle 12.15, un ottimo pranzo di fraternità presso la Fondazione Manziana. Qui il vescovo ha annunciato che don Paolo Rocca s’è messo a disposizione per la missione in Uruguay e che partirà in autunno, dopo la beatificazione di padre Alfredo Cremonesi che avverrà il 19 ottobre.

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