CREMA – Concerto per la Settimana Santa; grande affluenza per la proposta del Centro Lucchi

A dispetto dell’insolito giorno della settimana per un concerto e della contesa ovviamente dura con la partita della Champions, martedì 16 aprile un nutrito pubblico ha accolto con partecipazione ed entusiasmo la meditazione musicale proposta dal Centro Lucchi nella splendida cornice tardo rinascimentale della Chie sa di San Bernardino–Auditorium Manenti. Protagonisti la sublime musica di J. S. Bach ed un nutrito gruppo di interpreti costituiti dal Coro Antiche Armoniedi Bergamo e dall’Ensemble Barocco Luca Marenziodi Brescia sotto la vigile e curatissima direzione di Giovanni Duci, solido ed esperto interprete del repertorio proposto. Insomma più di una ragione per sentirsi “al posto giusto nel momento giusto” per confermare le parole con le quali il Presidente del Centro Culturale diocesano, don Natale Scalvini, ha salutato e ringraziato i presenti.

In programma due dei capolavori dell’immenso catalogo bachiano: la giovanile, intensa e celebre cantata (Gottes Zeit ist das beste Zeit, Il tempo di Dio è il miglior tempo, BWV 106, denominata “Actus tragicus”) scritta probabilmente per una cerimonia funebre ed eseguita per una cerimonia funebre nella cattedrale della Beata Vergine Maria di Erfurt nel 1707 cui è seguita la esuberanza e festosa vitalità del maturo Oratorio di PASQUA Kommt, eilet und laufet(“Venite, affrettatevi e correte”)Oster-Oratorium”(Oratorio di Pasqua) BWV 249, oggetto di diversi rimaneggiamenti e ripreso più volte dall’autore tra il 1725 ed il 1750.

Assai diversi gli organici previsti da Bach per dare sonorità appropriate ai due diversi momenti celebrativi: dalle scarne e stridenti tessiture dell’Actus Tragicus, impaginato principalmente con flauti, viole da gamba e basso continuo, alla pienezza fastosa e ricca di volumi dell’Oratorio. Una divergenza sottolineata anche dalla differente intensità della luce utilizzata in sala per la prima e la seconda parte.

La complementarietà tra vita e morte, come ha spiegato il M° Duci nella sua breve ed efficace introduzione, non è solo un frutto dell’accostamento dei due brani, ma una intersezione continua all’interno di ciascuno dei due lavori: la morte nell’Actus Tragicusè un sonno che prelude al risveglio sereno nel Paradiso, così come il clima sepolcrale e notturno è presente nell’Adagio che segue la sinfonia e la memoria del dolore della morte compare a più riprese nei testi successivi.

Eccellente l’esecuzione che ha reso evidente la cura direttoriale di ogni particolare sia dal punto di vista stilistico che tecnico. Alla riuscita del Concerto hanno contribuito anche le quattro giovani ma pregevoli voci solistiche, assai precise nella dizione e nell’interpretazione testuale: il soprano bresciano Michela Della noce, il mezzosoprano olandese Oda Zoe Hochsheid, il tenore cinese Zhou Quan ed il basso trentino LorenzoZiller. Indiscusso e caloroso il consenso del pubblico che ha chiesto ed ottenuto anche una seconda esecuzione dell’ultimo brano dell’Oratorio.