EDUCAZIONE SANITARIA – Quel mal di schiena (parte 2)

Ospedale
La facciata d'ingresso dell'Ospedale Maggiore di Crema
Quando il mal di schiena insorge, abbiamo detto nella prima parte di questo intervento pubblicata la scorsa settimana, bisogna curarlo nel modo più semplice: antinfiammatori e miorilassanti. Poi, se il dolore persiste e non se ne va nel giro di un mese, è necessario rivolgersi al medico di base, che deciderà se indirizzare il paziente da uno specialista (fisiatra od ortopedico).
Importantissimo, dicevamo, è il sonno: un riposo corto o disturbato da frequenti risvegli è
pessimo per la schiena perché è in condizioni di riposo che i dischi intervertebrali si reidratano e si rigenerano. Il tessuto dei dischi funziona come una spugna: aspira gli alimenti quando siamo distesi – quindi di notte – ma poi deve schiacciarsi per espellerli, come quando si sta in piedi. Non a caso chi è stato operato di ernia viene invitato a camminare il più presto possibile e a non stare seduto.
Altri “nemici” sono il sovrappeso, lo stress e il fumo. Il sovrappeso è nemico della colonna vertebrale perché le persone tendono a muoversi meno e ad assumere posture sbagliate: infatti, solo in rari casi di grave obesità, i chili di troppo “schiacciano” le vertebre. Lo stress contrasta il benessere della colonna. Provoca tensioni, contratture, irrigidimenti e può limitare l’attività fisica. Dunque, a lungo andare, può sicuramente essere responsabile dei problemi di mal di schiena.
Altro nemico, poco conosciuto, è il fumo. Certo il fumo fa male in ogni caso e per mille altre ragioni, ma anche per la colonna vertebrale. Peggiora, infatti, l’ossigenazione dei tessuti e modifica il modo di respirare, la gabbia toracica si irrigidisce, spesso si altera l’attività della muscolatura toraco-diaframmatica e tutto ciò può provocare problemi e dolori in regione dorsale. In alcuni casi il dolore non rimane localizzato “a barra” in regione lombare, ma si può estendere dal gluteo, sino all’inguine o in regione posteriore del ginocchio fino al piede.
A volte al dolore si associano crampi, formicolii diffusi lungo un percorso preciso (decorso del nervo).
La causa più frequente è la compressione di una radice nervosa spinale per la presenza di una discopatia (degenerativa, protrusione, ernia discale), per una stenosi del canale vertebrale (congenita o dovuta a becchi ossei che crescono con l’avanzare dell’età) che possono ostacolare il passaggio delle radici nervose. Entrambi i casi, ernia o stenosi, possono risultare lievi ed essere corretti e trattati con un programma riabilitativo; se gravi occorre intervenire chirurgicamente.
CATERINA GROPPELLI
Direttore dell’Unità operativa
di Riabilitazione Neuromotoria