Padre Cremonesi beato: le sue reliquie consegnate al vescovo Daniele

Le nipoti di padre Cremonesi, con don Pagliari, consegnano le reliquie al vescovo Daniele

Un ciuffo della barba e un pezzo di tonaca macchiata di sangue. Sono le reliquie di padre Alfredo Cremonesi, di cui la Chiesa ha ufficialmente riconosciuto il martirio approvando la scorsa settimana, con l’autorizzazione di papa Francesco, la Causa di Beatificazione. Le reliquie del Beato, conservate dalla sua famiglia per 66 anni, sono state consegnate al vescovo di Crema monsignor Daniele Gianotti. A donargliele sono state due nipoti di padre Alfredo: Ernestina Cremonesi, figlia di Rodolfo (il ciclista, ultimo dei fratelli maschi del missionario martire) e Selene Galli, figlia di Teresa Cremonesi, l’unica sorella di padre Alfredo, morta nel 2002. Con loro alla consegna anche don Giuseppe Pagliari, che ha seguito e coordinato il lungo iter della Causa di Beatificazione.

Nato a Ripalta Guerina il 16 maggio 1902 e missionario del Pime in Birmania ininterrottamente per 28 anni, padre Alfredo fu ucciso il 7 febbraio 1953 a Donoku. Il giorno dopo la sua uccisione – avvenuta “in odio alla fede” – alcuni fedeli tornarono al villaggio incendiato per dare sepoltura ai morti, tra i quali padre Alfredo. Prima di seppellirlo, gli tagliarono un po’ di barba e alcune pezze della camicia insanguinata che fecero pervenire a Taungngu in una busta con la scritta: ‘Reliquie del martire padre Cremonesi, da mandare ai suoi genitori’. Per i suoi figli era già un martire.

Quelle reliquie, accompagnate da una lettera scritta dai padri del Pime, sono effettivamente state inviate alla famiglia che le ha conservate per tutti questi anni. Ora che padre Alfredo è stato riconosciuto martire e beato, il ciuffo di barba e il lembo di tonaca, unitamente alla lettera, sono state consegnate ufficialmente al vescovo Daniele quali preziose reliquie che potranno essere venerate dopo la solenne cerimonia di beatificazione, programmata per il prossimo ottobre in Cattedrale a Crema alla presenza del cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e, tra gli altri, del vescovo di Taungngu che custodisce altre reliquie.

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