Diocesi – ‘Sulle tracce di padre Pizzi’: il direttore del Centro Missionario in Uganda

Il compianto padre Sandro Pizzi durante la sua missione in Uganda

Sabato 30 marzo Enrico Fantoni, direttore del Centro Missionario Diocesano di Crema, partirà per l’Uganda, terra africana dove ha operato per tantissimi anni il compianto padre Sandro Pizzi, missionario originario di Ricengo. Alla vigilia del viaggio, abbiamo rivolto alcune domande a Fantoni.

Dieci mesi fa partivi per un viaggio di cinque settimane in Brasile, oggi vai in Uganda… Ci hai preso gusto a viaggiare!

“Più che gusto direi coraggio. Come ricordava padre Gigi, il missionario è uno che si muove, va, cammina e, come Centro Missionario, abbiamo il dovere di incontrare i nostri missionari là dove lavorano. Anzi è la prima cosa che ci chiedono al termine del racconto della loro attività: ‘Se vuoi capire bene quello che ti ho raccontato, vieni e trovarmi e accompagnami!’”.

Ci sono missionari cremaschi attualmente in Uganda?

“No, ma è ancora viva la memoria e l’ammirazione per padre Sandro Pizzi, il missionario di Ricengo, morto e sepolto là dieci anni fa. Da noi ben due Associazioni operano in ricordo del missionario e là, soprattutto nella zona intorno a Gulu, nel nord del Paese, si sono moltiplicate le iniziative che, mescolando evangelizzazione e promozione umana, vengono incontro ai bisogni di una popolazione martoriata da decenni di guerre civili che hanno sconvolto praticamente tutto. La missione comboniana di Gulu è una missione ereditata, con la quale abbiamo mantenuto, come Diocesi, un ottimo rapporto di cooperazione. Vale la pena ricordare che tutti gli anni ci sono persone che da Crema vanno a Gulu per vivere una breve esperienza missionaria”.

Come è maturata l’idea di questo viaggio?

“L’idea c’è sempre stata e si è concretizzata oggi grazie al dinamismo di Alice Campari, che proprio sei anni fa fece la sua prima esperienza missionaria a Gulu. Da allora non si contano più i viaggi che ha fatto, sempre con l’obiettivo di aiutare persone vulnerabili, in particolare donne sole, vedove o abbandonate, ma sempre accompagnate dai loro figli. Saremo in sette a viaggiare, tutti accomunati dall’obiettivo di conoscere meglio un angolo d’Africa, dove la missione, profondamente radicata nella vita della gente, può insegnarci molte cose”.

Avete già il programma dettagliato delle visite?

“Dettagliatissimo. Quattordici giorni passano in fretta e nemmeno un istante può andare perduto. Un momento importante sarà l’incontro con l’Arcivescovo di Gulu, monsignor Odama, al quale consegneremo un messaggio di amicizia del nostro vescovo monsignor Gianotti. È un’occasione per rinsaldare un rapporto d’amicizia che, come dicevo, è vivo da molti anni. Poi la visita alla tomba di Padre Pizzi. Insomma ogni giorno sarà dedicato a conoscere una delle molte realtà che le suore, attraverso l’ONG Comboni Samaritanas hanno attivato: dalla Cooperativa delle donne alle scuole, dai bambini capofamiglia alla fattoria, dall’orfanotrofio St. Jude al Lacor Hospital… E molto altro ancora”.

Potremmo continuare ancora per molto, ma Enrico ci ha promesso un contatto quotidiano per raccontarci, anche attraverso le immagini, una visita che ci coinvolge tutti. Buon viaggio e a presto!