CREMASCO – Arrestati due rapinatori di una banda in azione lo scorso agosto

Dopo l’arresto degli altri due rapinatori è stato smantellato il sodalizio, autore di rapina a portavalori e in azione lo scorso agosto nel cremasco.
Era l’8 agosto 2018 quando un dipendente di una ditta di gestione di videogiochi cremasca veniva bloccato allo svincolo per Ripalta Cremasca da un’utilitaria a bordo della quale vi erano tre malfattori di cui uno armato di pistola che lo percuoteva, costringendolo a consegnare il denaro (circa 10mila euro) da poco prelevato dai videopoker di diversi bar. I rapinatori poi si erano dati alla fuga in direzione Castelleone.
Nel frattempo, però, la vittima era riuscita ad allertare le Forze dell’ordine con il cellulare di un passante. I malviventi, nei pressi del Santuario di Castelleone, avevano notato una pattuglia militare già sulle loro traccie e così abbandonavano il mezzo per fuggire a piedi nei campi di mais. Dopo non poco due dei rapinatori venivano arrestati grazie all’intervento di un elicottero del Nucleo carabinieri e di una squadra di cinofili di Orio al Serio. Era stata così recuperata l’intera refurtiva, oltre che una pistola scacciacani.
Il terzo malvivente, però, era riuscito a scappare per i campi. Poco dopo, presso la stazione dei carabinieri di Soresina, la proprietaria (una meridionale residente in paese) del mezzo utilizzato per la rapina ne sporgeva denuncia per il furto.
Grazie a un’indagine di diversi mesi gli investigatori del Nucleo Operativo sono riusciti a ricomporre l’intero sodalizio crimonoso dimostrando al PM della Procura della Repubblica di Cremona che si trattava di un piano ben organizzato sin nei minimi particolari. Veniva reso noto inoltre che i due arrestati avevano agito con la complicità di altre due persone: la proprietaria della macchina, a cui erano applicate delle targhe posticce per eludere eventuali riprese di telecamere poste lungo il tragitto, e un pregiudicato 40enne di Brugherio (Mi).
I due sono stati rintracciati dai carabinieri del Nucleo Operativo presso le proprie abitazioni e successivamente portati rispettivamente nel carcere femminile di Brescia e a Milano.