COMUNITÀ SENEGALESE – Solidali con le famiglie. “L’azione di un singolo non rovini l’integrazione”

Ieri i rappresentanti dell’Associazione Senegalese cremasca insieme alla deputata all’assemblea nazionale del Senegal, è arrivata in Comune per esprimere ufficialmente solidarietà a tutte le famiglie e all’intera popolazione cremasca e italiana per quanto avvenuto lo scorso 20 marzo.
Un episodio che ha visto coinvolto una persona di origine senegalese e che non deve però mettere a rischio il percorso di integrazione fra diverse culture.
“Tutti i giorni ci alziamo con voi, portiano i nostri figli a scuola con i vostri e lavoriamo al vostro fianco”, hanno scritto in una lettera consegnata al primo cittadino. “Quello che auspichiamo è un futuro migliore per i nostri bambini, esattamente come lo vuole qualsiasi genitore italiano. Ci teniamo a rimarcare la volontà e il desiderio di una integrazione culturale, lontana da questi episodi, fatta invece di rispetto reciproco e piena collaborazione”.
Il giorno stesso dell’attentato, la comunità senegalese della lombardia aveva parlato di questi ragazzi come di “eroi, alcuni dei quali ragazzi di origine africana che speriamo presto possano essere cittadini del paese in cui abitano. È difficile dire in modo migliore di questo come sia proprio la convivenza la migliore arma contro chi semina odio. Ringraziamo questi giovanissimi e speriamo in loro, perché sapranno guardare là dove le nostre generazioni non sono state capaci di guardare”.
Il sindaco ha apprezzato molto questa solidarietà: “Siete una comunità di persone che condivide la vita di Crema, non ho alcun dubbio che siate e possiate sempre più essere un’occasione di dialogo. Credo fortemente che il nostro compito ora sia unire le forze per sconfiggere il pregiudizio”.
La delegazione senegalese ha espresso il desiderio di incontrare gli studenti, nei tempi e nelle modalità che verranno suggeriti dal percorso psicologico avviato nei giorni scorsi nella scuola: “Non vogliamo limitarci a chiedere scusa, come comunità senegalese, a tutti i genitori e ai bambini, vorremmo anche raccontare la bellezza della nostra cultura, di un paese solidale e tollerante, musulmano al 97% e che per quarant’anni ha avuto un presidente cattolico; siamo un popolo che crede nella coerenza tra comportamento e preghiera e ha un grande rispetto per la Natura. Ci piacerebbe parlare con questi ragazzi e fare la nostra parte per isolare il comportamento folle di un singolo e non far combaciare una persona di colore con il senso di pericolo”.