“Sono salvi perché uniti.” È un miracolo. Toccante racconto della dirigente scolastica Rabbaglio

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“Il beato padre Alfredo Cremonesi martire ha interceduto e ha pregato per noi! È stato un ‘miracolo’ la salvezza dei bambini; è accaduto il giorno dopo l’annuncio della sua beatificazione.” Esordisce così la dirigente della Media Vailati, Cristina Rabbaglio nel raccontarci, ancora molto provata, come lei e il suo istituto hanno vissuto e  gestito l’emergenza. Il sequestro dei suoi 51 alunni con due insegnanti e la collaboratrice scolastica Tiziana, sarebbe potuta diventare la prima in Italia e la più grande strage d’Europa.  “Stavamo vivendo – prosegue – il solito tran tran con gli alunni che vanno in palestra. Eravamo tranquilli e, visto che i ragazzi non arrivavano, abbiamo pensato a un ritardo del bus. Ma al telefono non rispondeva nessun insegnante. Nel giro di pochi minuti, mi hanno richiamato da via Ginnasio alcuni insegnanti e collaboratrici che piangevano e urlavano: ‘Li hanno rapiti, li hanno rapiti’. Non capivo. Tiziana aveva gettato a terra sul pullman il cellulare con la comunicazione aperta e a Crema sentivano i bambini urlare e il professore che diceva di stare tranquilli. Allora ho capito che stava accadendo qualcosa di gravissimo. Ho chiamato il maggiore Gian Carlo Carraro, che mi ha tranquillizzata, inviando subito una pattuglia. Nel  frattempo incominciavano le telefonate dei genitori allarmati, alcuni già contattati dai loro figli.”

Cosa avete fatto con i genitori? 

“I genitori li abbiamo chiamati uno a uno. Abbiamo dato l’elenco alla polizia. L’autista non sapevamo chi fosse e non rispondeva al telefono. Abbiamo chiamato la responsabile del Comune, Luigina che si è messa in contatto con le Autoguidovie per avere il suo numero.

I genitori sono accorsi e li abbiamo accolti nella scuola. Alcuni si sono sentiti male e sono svenuti. È arrivano anche il sindaco Bonaldi, accompagnata dall’assessore Gennuso che ha dato una mano come medico. Un ruolo determinante l’ha avuto l’assistente sociale della Prefettura dott.ssa Maura Longari, così come il collega dott. Alfonso Sadutto. Sostegno è arrivato anche dal Ministero, attraverso il rappresentante del ministro Bussetti, dalla dott.ssa Delia Campanelli, dirigente USR della Lombardia e dal provveditore di Cremona, prof. Franco Gallo.”

Alla fine avete saputo che erano salvi…

“Mentre la situazione diventava sempre più concitata, ci hanno chiamato e hanno detto: sono liberi, sono salvi! I genitori volevano vedere i loro figli e sono partiti per San Donato, una volta venuti a conoscenza degli ospedali dov’erano ricoverati. C’è stata una vera organizzazione di solidarietà tra di loro, proprio come quella tra i ragazzi sul pullman.”

Possiamo veramente dire che è un miracolo? 

“Io continuo a ripeterlo, anche se qualcuno non ci crede. Avevo pregato il giorno prima San Giuseppe, il padre che ha avuto cura del bambino Gesù, del quale sono molto devota. Ma don Giuseppe Dossena, telefonandomi, mi ha detto profondamente convinto: ‘Cristina, è padre Cremonesi, è la conferma della sua beatificazione.’ 

Con questi bambini avevamo appena concluso a scuola le iniziative del dialogo interreligioso, alle quali aveva partecipato anche il vescovo Daniele con un gran numero di rappresentanti delle varie religioni. Venivamo da questo percorso e anche ciò è stato molto educativo.”

E i ragazzi come hanno reagito?

“I ragazzi sono rimasti solidali, sono riusciti a coprire Rami che ha chiamato il 112, facendo finta di pregare. E quando l’autista ha chiesto un ostaggio, uno di loro si è offerto spontaneamente.

Sono in classi multietniche e sono abituati a convivere.”