Strage sventata – Oggi l’interrogatorio per la convalida dell’arresto dell’autista del bus dato alle fiamme

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Nella giornata di visita del Ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti alla scuola media ‘Vailati’ di Crema, è programmato l’interrogatorio per la convalida dell’arresato di Ousseynou Sy, il 47enne autista del bus carico di studenti dirottato a Crema e dato alle fiamme a San Donato. Per il senegalese, cittadino italiano da 15 anni, sposato e separato da una donna italiana che risiede a Castelleone e dalla quale ha avuto due figli, i capi d’imputazione sono pesanti: sequestro e tentata strage con la matrice terroristica. La procura avrebbe escluso qualsiasi legame con Isis o frange integraliste, si tratterebbe di un lupo solitario il cui obiettivo sarebbe stato quello di vendicare i migranti morti in mare nel Mediterraneo.

Le domande che si rincorrono e alla quali gli inquirenti dovranno dare risposta sono molte. La prima è come poteva il 47enne con precedenti trovarsi al volante di un autobus per il trasporto pubblico con a bordo bambini e insegnanti? Ousseynoiu era stato denunciato e appiedato per guida in stato di ebbrezza. A suo carico anche un’indagine per molestie sessuali a danno di una ragazzina, episodio che si sarebbe verificato alcuni anni or sono nel territorio Cremasco. Forse il suo non era il profilo più adatto a un impiego di questa tipologia. Ma il datore di lavoro sapeva di tutto questo? Il responsabile del personale di Agi ai microfoni di una tv nazionale ha garantito di no e di non aver avuto mai nessun problema con il senegalese naturalizzato italiano. Perchè non era presente questa comunicazione in azienda? Oppure il ‘sistema lavoro’ italiano funziona così, senza obblighi precisi di interscambio dati in ambito pubblico/privato o di reperimento di informazioni sensibili riguardanti i dipendenti di società impegnate in pubblico servizio?

La magistratura farà il suo corso e, come chiesto dal sindaco Stefania Bonaldi e da tutta l’opinione pubblica, arriverà a chiudere il quadro di tutte le responsabilità a più livelli. Ciò che conta ora è che i bambini e gli insegnanti e accompagnatori siano tutti salvi. L’incubo è finito ma per chi lo ha vissuto si aprirà comunque un momento difficile di superamento del trauma. In questo può essere di supporto l’Asst di Crema che con un comunicato a fatto sapere di essere a disposizione di quanti avessero bisogno di una consulenza in questa fase di fronteggiamento e superamento dell’episodio, che ha scosso la sensibilità di tutta la Comunità cremasca.
“L’evento traumatico determina infatti la rottura dell’abituale modo di vivere e di vedere il mondo della persona, a seguito dell’intenso vissuto emotivo di impotenza e paura vissuto nel corso della situazione di minaccia della integrità fisica propria o di una persona cara. L’evento traumatico manda in crisi tutte le fisiologiche certezze che fondano lo stato emotivo con cui viviamo la nostra esistenza. L’essere umano è ‘naturalmente’ attrezzato a fronteggiare eventi traumatici: l’organismo si attiva in modo più intenso per consentire alla persona di avere più energie per affrontare il pericolo o per fuggirne. La persona vive per un periodo uno stato di iperattivazione, a cui corrispondono sentimenti di spavento, ansia, paura di non essere aiutati, blocco o ricerca di modalità per venire fuori dalla condizione di minaccia. Gradualmente lo stato emotivo tenderà a riequilibrarsi. Nei primi momenti la persona che ha vissuto una esperienza drammatica ha bisogno di ‘sfogare’ la tensione accumulata: lo può fare col pianto, con le parole, con la condivisione e il racconto, e ha bisogno di recuperare quanto prima ciò su cui si fonda il proprio senso di sicurezza. In questo aiuta reimmergersi nei propri contesti di vita e nelle proprie condizioni più routinarie.
Non è invece opportuno riattivare o alimentare impropriamente uno stato di ‘tensione’ che resta correlato al ricordo o alle situazioni associate all’evento traumatico. Quindi, per esempio, non è opportuno rivangare l’accaduto con ascoltatori impreparati che amplificano l’allarme con le loro reazioni o addentrarsi curiosamente e morbosamente in dettagli dell’accaduto”.