LA MAMMA DI UN RAGAZZO RAPITO: “Fortunata perché alle 12.03 ho sentito subito la voce di mio figlio alcellulare”

Raggiunta da una nostra telefonata, la mamma di uno dei ragazzini sequestrati dal conducente del bus si definisce subito “fortunata”. La parola sembra dapprima fuori posto, ma poi con l’inizio del racconto si comprende tutto. “Sono stata fortunata perché mio figlio, alle 12.03, mi ha telefonato dicendomi ‘sto bene, hanno dirottato il pullman, sono sulla Paullese a San Donato’. Io, che non sapevo ancora nulla, in quell’istante sono venuta a conoscenza della notizia più importante: mio figlio era vivo! La paura è stata tanta, ma la sua voce ha attutito il colpo”.
Cosa ha fatto subito dopo?
“Ho chiamato mio marito che lavora a Milano, la rappresentante di classe, che ancora non sapeva nulla, e il comandante dei carabinieri di Crema, Carlo Selvaggi, che ringrazio”.
Alle 12.30 una nuova telefonata del figlio, sempre da un numero ignoto, perché lo smartphone del dodicenne è andato bruciato con gli altri all’interno del pullman. “Mi ha detto che insieme a due compagni stava per essere trasferito all’ospedale di Melegnano. Nel frattempo mi sono recata a scuola, dove c’era un gran trambusto. Hanno letto l’elenco dei bambini e la loro collocazione nei diversi ospedali e siamo partiti per raggiungerlo. Sapevamo già dove trovarlo”.
Ore di paura… suo figlio è rimasto ferito?
“Ha riportato dei graffi perché è fuggito dal vetro rotto dai carabinieri sul retro del pullman. In più sangue alla bocca e ginocchia sbucciate. Si trovava in fondo e non è stato legato con le fascette. È stato il primo a saltare fuori dal vetro. Siamo rimasti in ospedale fino a sera precauzionalmente perché ha inalato i fumi della benzina. Ci hanno dimessi alle nove passate”.
Come sta ora suo figlio? È turbato?
“Lo stiamo osservando e stiamo frequentando i colloqui psicologici di gruppo e individuali insieme ad altri sei ragazzi. Hanno avuto molta paura, ma anche molto coraggio. Io non sarei stata in grado di superare quanto accaduto come loro. Ma il fatto di vivere la tragedia in gruppo ha aiutato tutti a farsi forza. Fino a lunedì starà a casa da scuola”.
Un abbraccio a questa mamma e a tutte le famiglie coinvolte.