San Donato – Appicca incendio al bus con una scolaresca cremasca a bordo. Tutti salvi [aggiornamenti]

L’autista del bus incendiato a San Donato con a bordo due classi delle scuole medie Vailati di Crema è stato arrestato dai Carabinieri dopo aver rapito i giovani studenti e annunciato di voler compiere una strage. Il mezzo era in viaggio lungo l’ex strada statale 415 (appunto all’altezza di San Donato milanese) stamattina attorno alle 11. Le accuse a carico dell’uomo sono sequestro di persone e tentata strage.

Stando a quanto riportato dall’Ansa, alla guida del bus di linea si trovava un senegalese d’origine, naturalizzato italiano da 15 anni, con precedenti penali (dalle prime indicazioni si parlerebbe di guida in stato di ebbrezza e molestie sessuali su minore). L’autista ha sequestrato il mezzo con a bordo 51 ragazzi di seconda media delle scuole Vailati di Crema, dopo averli ritirati dalla palestra.
Subito dopo avrebbe annunciato di voler recarsi all’aereoporto di Linate per compiere una strage. Per farlo aveva scelto di appiccare il fuoco all’autobus che stava conducendo, come poi è riuscito a fare già alla presenza delle Forze dell’ordine. Ad avvisare le stesse sono stati i genitori, che a loro volta sono stati allertati da un ragazzo a bordo del pullman via cellulare.
Dai video che ormai copiosi circolano sui social, si vede l’ultimo tentativo di fuga del senagalese con il bus, proprio mentre i ragazzi stavano saltando dai vetri infranti dai carabinieri, che avevano bloccato il mezzo con le auto. Si sentono le urla degli studenti e imprecazioni rivolte al rapitore. Addirittura una ragazza è trascinata per alcuni metri dal pullman, ma per fortuna è subito soccorsa e si rialza. Le immagini sono da brivido.
Da fonti attendibili si dice che 23 ragazzi sono stati portati all’ospedale Margherita dove è stato allestito un primo soccorso. Altri si trovano presso diverse strutture del Milanese. I problemi riguarderebbero il fumo inalato e i graffi riportati nel fuggire velocemente dai vetri del mezzo. Nessuno sarebbe in pericolo di vita. Pare che alla base del gesto vi sia la volontà di vendicare le morti in mare dei migranti. Il conducente è stato portato al Niguarda a causa di ustioni riportate sul corpo.