CREMA – Il Fai in San Benedetto con ospiti e relatori

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Nel pomeriggio di domenica 10 febbraio la Delegazione FAI di Crema ha proposto a quasi cento cremaschi una visita ricca e speciale alla chiesa di San Benedetto in Crema.

Ospiti per la seconda volta del parroco don Luigi Agazzi, che lo scorso anno in occasione delle Giornate FAI di Primavera 2018, aveva aperto le porte della chiesa di Santa Chiara a centinaia di visitatori, i volontari del FAI cremasco, con la Capo Delegazione Annalisa Doneda e il referente dei ‘Giovani’ Mauro Bassi, hanno invitato tre relatori esperti, notissimi ai cremaschi per le rispettive competenze nei diversi ambiti che rendono unica la chiesa di San Benedetto: Carlo Piastrella, per l’ambito storico, don Giorgio Zucchelli, per l’ambito artistico e Pietro Pasquini per gli ambiti organologico – ha infatti illustrato le caratteristiche costruttive dell’organo del 1759 di Andrea e Giuseppe Serassi –, e musicale, nell’apprezzatissimo concerto conclusivo.

Le iniziative di valorizzazione delle opere d’arte presenti nel nostro territorio e in tutta Italia sono parte fondamentale della missione del Fondo Ambiente Italiano, una fondazione senza scopo di lucro che opera per la tutela del patrimonio italiano di arte e natura senza ricevere fondi pubblici.

Conoscere il valore e la storia dei luoghi che frequentiamo ogni giorno, che da sempre fanno da sfondo alle nostre giornate, aiuta a farli sentire propri e risveglia l’istinto di proteggerli perché sono parte delle nostre vite, dei nostri ricordi e costituiscono la nostra identità. Sono luoghi, paesaggi, edifici, oggetti d’arte irripetibili che richiedono cure, attenzioni e impegno.

Sulle antiche vicende della chiesa si è soffermato Carlo Piastrella, partendo dall’atto del 1097 con cui il conte gisalbertino Enrico II, con la moglie Belisia, figlia del fu Ruggero di Soresina, abitanti infra castro Cremae, donavano al monastero di Montecassino la primitiva ecclesia edificata in honore sancti Benedicti, di loro proprietà, sita poco fuori Crema e presso il fiume Serio, insieme a diversi beni di cui la dotavano riccamente. L’intento di sottrarre, in tal modo, la chiesa (e il futuro monastero che le sarebbe sorto accanto) alle mire del vescovo e della Chiesa cremonese, che un mese dopo (il 1° gennaio 1098) insieme al Comune di Cremona, avrebbero ricevuto in dono da Matilde di Canossa l’intero comitatus Izole Fulkerii, dovette però trovare una nuova conferma solo nel 1123, quando papa Callisto II, sollecitato da Ruggero, vescovo di Volterra e figlio del conte Enrico II, decretò di prendere sotto la diretta protezione della Santa Sede il cenobio cremasco.

La serie delle vicende accadute in quei lontani secoli medievali ha dato modo all’appassionato relatore di lanciare uno sguardo anche sull’aspetto fortificatorio e abitativo della neonata Crema, nonché sulle altre chiese esistenti alle porte della città o poco oltre, come quella di S. Pietro appartenente al dismesso castrum di Ombriano, o come quella della SS. Trinità, pure esterna alla città, dipendente dal monastero di S. Paolo d’Argon, anch’esso di fondazione gisalbertina e, in ultima analisi, entrata a far parte dell’immensa galassia delle abbazie, dei priorati e dei monasteri cluniacensi.

Nonostante l’obbligata brevità, la prolusione è riuscita a spalancare una finestra sul lungo cammino di azioni e di storie che hanno ‘costruito’ la fisionomia di Crema e il carattere dei suoi abitanti, catalizzando l’attenzione del pubblico presente e rinfocolando la consapevolezza di una storia secolare di grande prestigio.

Nel successivo intervento, don Giorgio Zucchelli ha attentamente inquadrato le specificità dell’attuale edificio di culto, contestualizzandone i modi architettonici nell’poca di costruzione, iniziata nel 1622 su progetto del milanese Francesco Maria Richino, dove all’imponente e scenografica facciata si contrappone un’aula di semplice impianto spaziale, ma impreziosita in ogni suo angolo da una magnifica decorazione plastica e pittorica di straordinario effetto, che il relatore ha interpretato anche sotto il punto di vista spirituale e liturgico. Alla rapida descrizione delle quattro cappelle principali e dei rispettivi cicli pittorici, dove risplende l’opera di Gian Giacomo Barbelli, soprattutto, ma con importanti testimonianze lasciate dagli altri cremaschi Tomaso Pombioli e Giovan Battista Botticchio, oltre a contributi del cremonese Aurelio Gatti, è succeduta la visita particolareggiata, da parte del pubblico, alle singole opere, illustrate dai giovani volontari del FAI (Mauro Bassi, Elisabetta Dossena, Lucrezia Severgnini e Maria Elena Tagliabue, mentre a don Giorgio è spettato il commento dei tre grandiosi teleri del veronese Martino Cignaroli che sovrastano gli stalli del coro, nonché la guida alle altre numerose tele conservate in sacrestia e nella cappella iemale, dove sono confluite le opere pittoriche provenienti dalla demolita chiesa di San Marino.

Un rapido giro all’esterno, dove rimane traccia del chiostro e dove si vede un lungo tratto delle mura venete, ha fatto da interludio al nuovo rientro in chiesa per godere una breve ma avvincente illustrazione del potente organo Serassi (1759) da parte del maestro Pietro Pasquini che dall’alto della cantoria, microfono in mano, ha brillantemente messo in risalto le particolarità costruttive (con molti rifacimenti avvenuti nel tempo), sonore e timbriche dello strumento, accompagnando ogni spiegazione con l’esempio pratico, e offrendo all’attento pubblico una serie di brani del cremasco Vincenzo Petrali, che su quest’organo poté esibirsi personalmente, alcuni dei quali, scritti in forma di studio e di carattere spiccatamente tecnico-didattico, hanno permesso a Pietro Pasquini di mettere in luce le sfolgoranti sonorità della macchina oltre alla propria abilità esecutiva.

Un bel pomeriggio, insomma, trascorso in modo inusuale, piacevole e istruttivo.

Il prossimo appuntamento del FAI cremasco: l’evento nazionale della Giornate FAI di Primavera, sabato 23 e domenica 24 marzo con aperture straordinarie di beni nel centro storico della città, con la collaborazione degli “Apprendisti Ciceroni” del Liceo scientifico “Dante Alighieri” e dell’I.I.S. “Racchetti – Da Vinci”. La Delegazione FAI di Crema invita chi fosse interessato a diventare volontario FAI in occasione delle Giornate FAI di Primavera a scrivere all’indirizzo crema@delegazionefai.fondoambiente.it e a seguire la pagina fb delegazionefaidicrema

Carlo Piastrella, già Direttore della Biblioteca, del Museo e della rivista Insula Fulcheria, autore di monografie, articoli, svolge attività di ricerca storica e collabora con riviste e istituti di ricerca.

Don Giorgio Zucchelli, direttore del settimanale «Il nuovo Torrazzo» e presidente nazionale dell’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI), sin dai primi anni della sua attività si è interessato delle presenze artistiche nel Cremasco, illustrandone la storia e le caratteristiche in numerosi servizi giornalistici e pubblicazioni anche dedicate a questa chiesa.

Pietro Pasquini svolge attività concertistica in qualità di organista e clavicembalista, è docente di organo e composizione organistica presso il Conservatorio “L. Marenzio” di Brescia e si occupa frequentemente di organaria, con particolare riguardo al restauro di organi antichi e alla progettazione di nuovi strumenti. È inoltre componente della Delegazione FAI di Crema.