CREMA – Molto bene la prosa al San Domenico

E piaciuto praticamente a tutti – almeno a giudicare dai convinti applausi che hanno accolto la compagnia al termine dello spettacolo – la messa in scena di un classico del teatro quale è L’importanza di chiamasi Ernesto di Oscar Wilde. Fedeli al testo scritto ma con qualche rivisitazione scenica – la storia è ambientata in un contesto molto più moderno della fine Ottocento, a giudicare da alcuni particolari scenografici gli interpreti si sono mossi più in un ipotetico periodo anni Settanta – gli attori hanno sottolineato la caustica ironia di cui il testo è intriso enfatizzando soprattutto le battute più sarcastiche e gli atteggiamenti più comici (come la camminata quasi militaresca della Ida Marinelli nei panni di Lady Braknell).

L’appuntamento con la prosa, offerto dal teatro cittadino domenica 10 febbraio alle 17, ha richiamato moltissimo pubblico che ha occupato quasi per intero la pur ampia platea apprezzando quanto la compagnia che fa campo al teatro Elfo Piccini di Milano, ha inteso fare: restituire con allegria le ‘cattiverie’ che Wilde scrisse per denunciare l’ipocrisia della borghesia del tempo (la stessa che lo condannò per omossessualità, pena che, al fine, ne causò la morte). Ottima messa in scena per gli attori del teatro milanese che tornerà sul palco del San Domenico domenica 24 febbraio con un altro caposaldo della storia teatrale: La scuola delle mogli di Molière, per la regia di Arturo Cirilli. Biglietti già in vendita presso la biglietteria del teatro San Domenico (orari lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 17 alle ore 19, mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 , biglietteria serale piazza Trento e Trieste, tutti i giorni di spettacolo, un’ora prima dell’inizio dello spettacolo e presso tutti gli sportelli della Banca Cremasca e Mantovana; per informazioni tel, 0373.85418) ai seguenti costi intero, 35/30/22/20/12 euro.