GIORNATA DEL RICORDO: celebrazioni in piazza Istria e Dalmazia per le vittime delle Foibe

“Studiare la storia e ricordarla è un dovere morale che investe ciascuno di noi. Sottrarsene, significa confondere noi stessi, ma soprattutto i più giovani, a cui abbiamo l’obbligo di raccontare la storia con onestà e senza strabismi ideologici, ma distinguendo tra gli uomini che hanno cercato di sopprimere vite e libertà di altri e uomini che hanno fatto di tutto per impedirlo, pagando spesso con la vita”.
Queste le parole del sindaco Stefania Bonaldi, ieri mattina, in piazza Istria e Dalmazia alle celebrazioni del “Giorno del Ricordo” che si sono svolte davanti alla lapide della memoria. Hanno preso parte autorità, associazioni combattentistiche e rappresentanti delle forze armate, oltre che alcuni cittadini. In onore dei Caduti è stata posizionata una corona d’alloro.

“Le Foibe e l’esodo giuliano dalmata – ha proseguito la Bonaldi – sono stati ostinatamente ignorati e omessi colpevolmente. Oggi invece li ricordiamo e facciamo nostra l’ingiustizia senza senso e senza rimedio subita da quei nostri fratelli italiani, brutalizzati negli anni Quaranta e nell’immediato Dopoguerra nelle terre del confine orientale, a cavallo tra l’Italia e la Jugoslavia. L’innesco di quei fatti si chiamava nazionalismo, ispiratore di pretesti politici, con il corredo di pulizie etniche contro gli oppositori, e di pretesti sociali, che portarono a colpire la classe media, il nerbo della vita civile di quei territori. Nazionalismo, una brutta parola che oggi torna prepotentemente di moda e ci minaccia, veicolata da imbonitori che anche qui e ora trovano ascolto”.

Il 20 febbraio, dalle ore 10.30 alle 12.30, testimonianza di Fiore Filippaz, esule istriana, nell’Aula Magna dell’Università cittadina. Organizza rete Scuole superiori della Provincia di Cremona.