PAPA NEGLI EMIRATI/3: La santa Messa nello Zayed Sports Cirty

Papa Francesco negli Emirati
Un momento della celebrazione
Questa mattina papa Francesco ha celebrato una santa Messa nello Zayed Sports City. Presenti ben più di 135mila fedeli che hanno affollato l’interno e l’esterno dell’area dello stadio.

IL SIGNORE È SEMPRE AL NOSTRO FIANCO, ANCHE NEI MOMENTI DIFFICILI

Il Pontefice ha iniziato affermando che il popolo degli Emirati Arabi comprende una varietà di nazioni, lingue e riti. Ha poi ricordato le parole dette una volta da mons. Hinder ovvero che egli non si sente Pastore, ma che sono i suoi fedeli ad essere pastori per lui. Ha proseguito rivolgendo parole di conforto ai cittadini degli Emirati, che per lo più sono migranti: “Per voi non  è certo facile vivere lontani da casa e sentire magari, oltre alla mancanza degli affetti più cari, l’incertezza del futuro. Il Signore è fedele e non abbandona i suoi”, assicurando che il Signore è vicino agli uomini anche quando possono pensare il contrario davanti a prove difficili che la vita pone sul cammino.

VIVERE LE BEATITUDINI PER UN MONDO PULITO

Le Beatitudini devono essere percepite come una mappa di vita. Esse invitano l’uomo a imitare Gesù nella vita di ogni giorno e di conseguenza a praticare la mitezza e la giustizia nonostante tutto. “Le Beatitudini non sono per superuomini, ma per chi affronta le sfide e le prove di ogni giorno”, ha sintetizzato il Papa: “Chi le vive secondo Gesù rende pulito il mondo. È come un albero che, anche in terra arida, ogni giorno assorbe aria inquinata e restituisce ossigeno. Vi auguro di essere così, ben radicati in Gesù e pronti a fare del bene a chiunque vi sta vicino. Le vostre comunità siano oasi di pace”. Ha affrontato, infine, la mietezza: una delle beatitudini.

MONS. PAUL HINDER

Al termine della celebrazione mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia del Sud, ha preso parola dicendo al papa che “una visita mostra la vostra cura pastorale per questa Chiesa composta da migranti provenienti da ogni parte del mondo. Ella è venuta a noi come Simon Pietro che ricevette dal Signore risorto il mandato di confermare la fede dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Noi l’assicuriamo della nostra preghiera e rinnoviamo la nostra fedeltà al Successore di San Pietro”. Inevitabilmente, poi, ha ricordato quando, nel 1219, san Francesco d’Assisi ha incontrato il Sultano Malik Al Kamil in Egitto. Un incontro contraddistinto dal reciproco rispetto. Il vicario ha proseguito affermando che nello stesso modo il Pontefice è andato negli Emirati Arabi e che “Noi cristiani cerchiamo di seguire la direttiva che san Francesco diede allora ai suoi fratelli e di ‘vivere spiritualmente tra i musulmani… non impegnandoci in discussioni e semplicemente riconoscendo che noi siamo cristiani’”.Ha ringraziato inoltre tutte le autorità che hanno permesso tutto ciò: in primis Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Zayed, principe ereditario di Abu Dhabi, gli appartenenti alla Chiesa e tutti coloro che vivono nel Paese e che hanno lavorato sodo e chi è venuto a celebrare.

RINGRAZIAMENTI

“Prima di concludere questa celebrazione, che mi ha dato tanta gioia, desidero rivolgere il mio saluto affettuoso a tutti voi che avete partecipato: fedeli caldei, copti, greco-cattolici, greco-melchiti, latini, maroniti, siro-cattolici, siro-malabaresi, siro-malancaresi”. Sono le parole pronunciate dal Papa al termine della Messa. “Ringrazio vivamente monsignor Hinder per la preparazione di questa visita e per tutto il suo lavoro pastorale”, l’omaggio di Francesco: “Un ‘grazie’ caloroso ai patriarchi, agli arcivescovi maggiori e agli altri vescovi presenti, ai sacerdoti, alle persone consacrate e ai tanti laici impegnati con generosità e spirito di servizio nelle comunità e con i più poveri”.
“La nostra Madre Maria Santissima vi custodisca nell’amore alla Chiesa e nella gioiosa testimonianza del Vangelo”, l’augurio finale del Papa, che al termine della celebrazione eucaristica ha lasciato lo Zayed Sports City per trasferirsi in auto all’aeroporto presidenziale di Abu Dhabi per la cerimonia di congedo dagli Emirati Arabi Uniti.