CREMA – I giovedì della biblioteca, molto bene il primo appuntamento

Il primo dei tre incontri, programmati nella breve rassegna I giovedì dell’Archivio, si è svolto giovedì 31 gennaio in Biblioteca. Sebbene fosse una proposta di nicchia, la risposta è stata decisamente buona. Gli archivisti Francesca Berardi e Giampiero Carotti hanno esordito sintetizzando le finalità dell’iniziativa: la conservazione e la valorizzazione dei documenti di archivio, strumento indispensabile per conoscere e ricostruire la storia di un territorio. C’era una volta l’angolo della piazza che nessuno guardava, era il titolo dell’appuntamento che ha permesso di scoprire come fosse la città prima che venisse realizzata via Manzoni. Da una sola, preziosa riproduzione, si evince che sul lato meridionale di piazza Duomo vi era un porticato (composto da tre portici centrali molto alti e altri più bassi) che introduceva a una stretta – il vicolo degli orefici – sulla quale si affacciava un grande edificio che occupava l’intero spazio. Si trattava di una costruzione di 5 piani (seminterrato, piano terra, 1°, 2° e 3° piano), tutti abitati anche se piuttosto fatiscente. Tra botteghe a piano terra e case vi erano più di 60 locali (di proprietà, per gran parte, della famiglia Vimercati Sanseverini). Gli affittuari erano orologiai, orefici, droghieri, spinalini (cioè coloro che estraevano la fibra tessile dall’involucro legnoso dello stelo del lino), macellai, speziali, fabbri, osti, tante cucitrici, vetrai e tessitori… un pullulare di vita nel cuore della città. La posizione dell’edificio (siamo nel 1820) andava però a ostruire la strada postale che doveva essere libera da ingombri e veloce. La carrozza della posta per attraversare la città doveva girare in ‘contrada Cimarosto’ (zona via Racchetti), rallentando la sua corsa. Da qui l’idea del comune di abbattere l’edificio per realizzare una strada ampia e dritta. Dopo una lunga trattativa con i proprietari delle case e con l’amministrazione provinciale l’intervento urbanistico che prevedeva l’abbattimento della grande costruzione venne finalmente approvato nella riunione del consiglio comunale del luglio 1826. Molti furono ancora i passaggi ma la città, in quell’angolo, cambiò volto. Slide di mappe catastali e di rare immagini hanno accompagnato l’avvincente intervento. Prossimo appuntamento della rassegna giovedì 14 febbraio ore 21, sempre in Biblioteca, con: Affarti di cuore: quando matrimonio faceva rima con patrimonio (Archivio Benvenuti).