PIOLTELLO UN ANNO DOPO – Commemorazione #In Treno con noi

25 gennaio 2019. #In treno con noi. A un anno dalla tragedia di Pioltello i cui persero la vita tre donne (con 46 feriti), istrituzioni, Comitati dei pendolari e politici si sono ritrovati alle 6.55 a Pioltello, sul binario 1, per fare memoria delle vittime e lanciare un segnale forte: mai più!

Presenti il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, il Prefetto Renato Saccone e i sindaci di Milano Giuseppe Sala, di Pioltello Ivonne Cosciotti, i primi cittadini del territorio e il Comitato Pendolari Cremaschi. “Oggi è un giorno triste. Un giorno che non avremmo voluto commemorare. Un giorno – ha detto Fontana – che ricorda un evento doloroso per chi, in quel 25 gennaio 2018, ha perso i suoi cari o è rimasto ferito. Il mio pensiero va immediatamente a Pierangela Tadini, Ida Maddalena Milanesi e Alessandra Pirri che quel maledetto giovedì di fine gennaio di un anno fa salirono, come ogni giorno, sul treno partito da Cremona alle 5.32 per andare al lavoro e non fecero mai più ritorno nelle loro case, dalle loro famiglie. Il mio abbraccio va, ancora, alle famiglie delle vittime e i tanti feriti di quel drammatico incidente”.

“Simili tragedie – ha aggiunto – lo dico con forza e a gran voce, non possono e non devono accadere mai più. È precisa responsabilità delle istituzioni tutte assicurare che i lavoratori, gli studenti, i cittadini possano spostarsi sul territorio in sicurezza”. Fin dal suo insediamento, ha assicurato di aver lavorato per questo, con l’obiettivo di offrire agli oltre 800.000 pendolari lombardi un servizio migliore di quello trovato.

In una società con una memoria breve, quello che ognuno di noi ha provato quel giorno è lì: un ricordo fermo, nitido e chiaro. È non è solo una questione dell’essersi immedesimati in quell’incidente (perché ricordiamolo sarebbe potuto accadere a ognuno di noi, della Cremona-Trevigli-Milano o di qualsiasi altra linea lombarda) è invece un malessere che ci stiamo portando dentro da allora per aver visto crollare completamente due certezze della vita pendolare: il treno quale mezzo di trasporto sicuro e la sensazione di incolumità derivante dal viaggiare in Regione Lombardia, la locomotiva d’Italia”. 

Dimenticare, per i pendolari, è impossibile e ricordare è obbligatorio, come far sentire la propria voce. “Come pendolari vorremmo evitare che quanto accaduto possa risuccedere.  Come Comitati ci siamo anche sentiti responsabili, per aver sempre incentrato le nostre iniziative sulla garanzia di un’adeguata qualità della vita per chi viaggia, non rendendoci conto che dovevamo, ancor prima, chiedere di salvaguardare la vita dei pendolari. Questo necessario senso di responsabilità lo vogliamo vedere in tutti coloro sono chiamati a gestire quel trasporto pubblico”.

A Toninelli e Fontana è stato chiesto di tenere sempre alta l’attenzione e l’impegno verso questo servizio pubblico, “con sguardo rivolto verso i vostri concittadini”, senza fare nessun sconto all’operato alle aziende, Trenord ed RFI. Ai sindaci di interpretare i disagi della vita pendolare e agli inquirenti la verità, colpe e colpevoli, “per dare risposta alla nostra necessità di giustizia”. Mai più!