CASERMA VIGILI DEL FUOCO – L’appello dei Verdi per non consumare aree verdi

S’è tornati a parlare di nuova Caserma dei vigili del Fuoco di Crema dopo la conferma del finanziamento da parte del Ministero dell’Interno. Il progetto potrebbe essere realtà entro due anni. Facciamo un passo indietro. Lo scorso novembre una delegazione comunale aveva preso parte a una riunione presso il Ministero, incontrando i referenti del dipartimento centrale, che ha voce in materia. In dicembre altri step, fino all’avvio della fase esecutiva. 1.800.000 euro la cifra garantita dal Viminale, importo che copre la realizzazione della struttura a servizio della città e del territorio cremasco. Presto, quindi, arriverà il bando per il progetto esecutivo dell’opera. L’area individuata ha una superficie di 3.660 metri quadrati tra il territorio cittadino e la frazione di San Michele di Ripalta Cremasca. Proprio sulla collocazione della futura Caserma si sono espressi nei giorni scorsi anche i Verdi. 

“La notizia  del finanziamento da parte del Ministero dell’Interno della nuova Caserma dei Vigili del fuoco è certamente una buona notizia, che condividiamo, ma lascia perplessi il fatto che per costruirla si dovrà procedere a un ennesimo consumo di suolo agricolo in una città come Crema che abbonda di aree industriali dimesse”, esordiscono. Per questo gli ambientalisti provinciali chiedono al sindaco se non sia il caso di approfondire meglio la questione “partendo dal censimento delle aree dismesse, ad esempio su viale di Santa Maria (ex Ferriera, ex Olivetti…), oppure anche in altre parti della città, come l’ex Latteria Voltana, ecc., per poter risanare la città eliminando strutture degradate da decenni e conservare, invece, ettari di terreno agricolo come quello esistente sul territorio di San Michele”, afferma Andrea Ladina, di recente eletto consigliere nazionale del partito. 

La regione Lombardia – ricordano i Verdi – è tra le prime aree d’Europa a consumare ogni anno suolo agricolo con continue, inarrestabili cementificazioni pur essendo in presenza, in tutte le province lombarde, di un volume imponente di aree industriali dismesse. 

“Questa del continuo consumo di suolo è una prospettiva che non condividiamo ed è per questo che chiediamo cautela rispetto al sacrificio di altre aree agricole che, come nel caso del Comune di Crema sono orami ridotte al lumicino”.  

La richiesta al sindaco Stefania Bonaldi è quella “di ripensare la collocazione della nuova struttura anche a fronte della possibilità di permute, vendita di un terreno agricolo che tale deve rimanere, e acquisto di aree dismesse che verrebbero in tal modo risanate, togliendo alla città delle brutture edilizie che compromettono il volto di una città storica e turistica come Crema”. Il sindaco ha prontamente replicato, spiegando che ormai l’iter è avviato e si è in dirittura d’arrivo e  che le variabili in campo sono molteplici. La risposta completa nell’articolo qui a destra.