Quarto anniversario del rapimento di Gigi Maccalli. Preghiera a San Carlo

Giovedì sera, 17 gennaio, ricorreva il quarto mese di detenzione di padre Gigi Maccalli, rapito in Niger da gruppi non ben identificati, il 17 settembre scorso.

Preghiera a San Carlo perché padre Gigi ha svolto in questa parrocchia il suo servizio pastorale durante i cinque anni degli studi teologici nel nostro seminario di Crema. A quel tempo era parroco don Ennio Raimondi; erano anche gli anni in cui si è costruita l’attuale nuova chiesa.

La preghiera comunitaria è iniziata alle 21, dopo una breve introduzione del responsabile dell’Ufficio Missionario diocesano Enrico Fantoni: è stata recitata una preghiera alla Madonna, don Nicholas ha letto un brano del vangelo di Marco, il Padre Nostro e la recita del Rosario guidata da diverse donne presenti in chiesa assieme a un buon numero di fedeli. Di seguito un laico ha letto la lettera di padre Vito Girotto, missionario della SMA, parroco nella missione più vicina a quella di padre Gigi, che racconta come si sono svolte le feste natalizie nella sua comunità.

Prima di concludere con la preghiera dei fedeli, ha parlato don Ennio, ricordando come il futuro padre Gigi gli abbia confidato, per la prima volta, durante quattro passi in pineta lungo il torrente, la sua vocazione missionaria, nata in seguito quella del fratello: ambedue sarebbero entrati poi nella SMA.

E ricordando che qualche anno fa è stato in Africa a visitare la sua missione: “Ho trovato – ha detto – una parrocchia con le caratteristiche della personalità di don Gigi: l’evangelizzazione e la promozione umana. Incarnava l’impegno che la Chiesa italiana s’era presa già dal 1976: lavorando in uno dei più Paesi più poveri del mondo, annunciava con forza il Vangelo! Don Ennio si è rammaricato pensando che don Gigi non puo oggi celebrare Messa e recitare il breviario. “Li dico io anche per lui!”