S. MARIA DELLA CROCE: la protesta dei residenti Aler di via Mulini

Le case popolari in piazza Di rauso a S. Maria

Si alza la protesta dei residenti di via Mulini 45/A, case a canone moderato dell’Aler, in merito alla precaria condizione delle iposte in legno della palazzina. “Abbiamo aperto una vertenza nei confronti dell’Aler provinciale, rivendicando semplicemente che la manutenzione straordinaria delle imposte in legno delle finestre venga effettuata a carico dell’azienda. Negli oltre 12 anni di nostra permanenza negli alloggi, abbiamo provveduto con regolarità e a nostre spese alla manutenzione ordinaria delle imposte con l’ausilio di prodotti specifici e all’occorrenza ricorrendo al lavoro del falegname”, premette l’ex consigliere comunale Mario Lottaroli.
Ma i danni provocati dall’esposizione al sole e alle intemperie rendono necessario un intervento di manutenzione straordinaria che il regolamento dell’Aler sulla ripartizione delle spese e l’art. 1609 del Codice Civile pongono a carico del locatore. “Ci preme sottolineare che in questi anni, come di dovere, abbiamo regolarmente pagato l’affitto a canone moderato (280-300 euro al mese in ragione delle metrature degli appartamenti), versando nelle casse dell’Aler complessivamente oltre 400.000 euro, un monte affitti che poteva essere sensibilmente superiore se fossero stati affittati due appartamenti rimasti inspiegabilmente vuoti da alcuni anni” (?). Con Lottaroli protestano anche gli altri inquilini, Severino Dedè, Stefania Bottoni, Danilo Moretti, Jean Nyarwaya, Ernesta Brienza, Maria Borghi, Gloria Orini, Mario Lunghi. “Non abbiamo mai chiesto interventi significativi di manutenzione, provvedendo in autogestione alla cura del giardino, alla pulizia delle scale e agli interventi di manutenzione ordinaria dell’impianto luci. Il 5 novembre scorso abbiamo di nuovo sollecitato un sopralluogo da parte del Responsabile dell’ufficio manutenzioni, sia per verificare l’entità dei lavori da eseguire sia per avviare un dialogo che riteniamo indispensabile”, spiegano. Presto informeranno anche il delegato comunale alle case popolari Emanuele Coti Zelati. “Comunque non ci arrendiamo al muro di gomma che l’Aler ha fin qui perseguito e pensiamo di percorrere tutte le strade possibili perché sia riconosciuto un nostro sacrosanto diritto”.