I Vescovi lombardi a Caravaggio con il presidente della CEI cardinale Bassetti

I Vescovi delle diocesi lombarde con il cardinal Bassetti a Caravaggio

“Grazie per l’esperienza bella e gioiosa di questa fraternità. Mi spiace dovervi lasciare”. Così il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Gualtiero Bassetti, si è congedato dai Vescovi lombardi al termine dei due giorni di positivo lavoro che si sono tenuti a Caravaggio, mercoledì 9 e giovedì 10 gennaio.

Nella sua scelta di incontrare i fratelli nell’episcopato non solo a Roma, ma nei propri territori, il cardinal Bassetti (arcivescovo di Perugia) ha risposto all’invito dei Pastori che guidano le dieci diocesi di Lombardia, presiedendo la riunione presso il Centro di Spiritualità del santuario di Santa Maria del Fonte, tra l’altro visto per la prima volta dal presidente della Cei.

Dopo l’arrivo del mercoledì pomeriggio e un primo incontro serale, la giornata di giovedì è iniziata con la celebrazione delle Lodi e della Messa in santuario, presieduta dal cardinale con i Vescovi. Presente anche il rettore, monsignor Amedeo Ferrari.

Nell’omelia, prendendo lo spunto dal brano del Vangelo di Luca in cui si narra di Gesù che legge la Scrittura – un passo del rotolo del profeta Isaia – nella sinagoga di Nazareth, il cardinal Bassetti ha definito questa scena “la manifestazione della missione del Figlio”. Nella sinagoga, Gesù non solo proclama la Scrittura, ma “si legge” dentro di essa. “Da Vescovi, assidui lettori della Scrittura – ha proseguito – ci preoccupiamo solo di spiegarla agli altri o ‘ci leggiamo’ di noi al suo interno? Nel leggere la missione di Gesù, ci ritroviamo nel passo che Lui ha proclamato nella sinagoga: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore. Non è un messaggio di potere – ha rilevato il presidente della Cei – ma di misericordia e compassione; non di dominio, ma di cura per le sue pecore; non parla di trionfalismo, ma di vicinanza soprattutto agli sconfitti, ai poveri”.

Viaggiando per l’Italia, ha confidato il cardinale, “mi rendo conto che ci troviamo di fronte a problemi enormi e, come Vescovi, rischiamo di sentirci piccoli David davanti a giganti terribili. Il rischio è quello di vacillare. L’importante, invece, è sentirci liberi di poter gridare Lo Spirito del Signore è su di me! È Lui che ci invia ai bisognosi e fa della nostra povera vita un lieto messaggio; che ci spinge a uscire incontro agli altri testimoniando il Vangelo ed educando al bene e al bello”.

Dentro un contesto sociale delicato e difficile, è l’esortazione finale del cardinal Bassetti, “siamo chiamati a vedere i nostri fratelli già nella prospettiva con cui li vede e li vuole il Signore”. Da qui l’invito “a tradurre in vita il messaggio del Vangelo” e a chiedere allo Spirito Santo “di infonderci il coraggio e la forza della testimonianza”.

La mattinata è poi proseguita con i lavori della Conferenza Episcopale Lombarda, in cui s’è parlato del recente Sinodo dei giovani, del Magistero di papa Francesco, di Unità pastorali, della vita del prete oggi… Fraternità, laboriosità, schiettezza, confronto sincero con la Parola di Dio, sono inoltre state le caratteristiche che hanno condotto i presuli ad affrontare i nodi di questa stagione ecclesiale, sociale e politica così stimolante, seppure carica di problemi.

Fra questi si è posta attenzione, grazie alla presenza di Luciano Gualzetti, delegato Regionale Caritas, al fenomeno migratorio con l’insieme dei problemi che comporta. Non ultimo il recente Decreto Sicurezza, convertito in Legge il 1° dicembre 2018, che tende a ridurre questa emergenza a una semplice questione di ordine pubblico.
“Per questo – si legge nel comunicato diffuso dopo la riunione di Caravaggio – i Vescovi lombardi, mentre invitano tutti i fedeli a riflettere e a superare reazioni emotive, incoraggiano le Caritas diocesane a continuare in sintonia con la Cei e il Magistero di papa Francesco. Nello stesso tempo invitano a voler sostenere con generosità quegli interventi di integrazione già in atto, tesi alla promozione della giustizia e della dignità di ogni persona. A fronte di una situazione sociale incerta e frammentata, dove è più facile coltivare solitudine e angoscia, i Vescovi invitano i fedeli delle loro Chiese a essere testimoni di speranza, capaci di segnare questo nostro tempo con significative scelte di profezia evangelica”.