CHIEVE – La chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire ritorna a risplendere grazie al restauro

Chieve
Da qualche giorno l’imponente ponteggio è stato rimosso ed è possibile ammirare il risultato del restauro conservativo della chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire. Per il parroco don Alessandro Vagni una priorità: l’edificio sacro, infatti, si presentava in gravissime condizioni di conservazione.
Dopo le autorizzazioni della Commissione di Arte Sacra della Diocesi e della Soprintendenza
di Mantova sono state inoltrate le richieste di finanziamento per i Beni Culturali alla Conferenza Episcopale Italiana e alla Regione Lombardia.
I lavori eseguiti fino a ora hanno riguardato l’involucro esterno della fabbrica: manutenzione delle coperture con opere di miglioramento sismico, interventi conservativi dei prospetti laterali e della facciata principale. “Opere che hanno richiesto tempo e impegno, in quanto si sono presentate a cantiere allestito problematiche, soprattutto dal punto di vista tecnico, riguardanti il diverso degrado dei materiali utilizzati nei due importanti ampliamenti della chiesa”, spiega l’architetto Magda Franzoni, progettista e direttore dei lavori.
In primo luogo s’è proceduto con il restauro delle coperture di tipo tradizionale in coppi e
struttura portante in legno massello che presentavano avvallamenti nella parte novecentesca della Chiesa (transetto e presbiterio). Si sono attuati sistemi di ancoraggio delle capriate, delle travi di colmo, delle terzere e di tutti i travetti, oltre la posa di un dormiente sul perimetro interno del sottotetto. La Franzoni ha concordato quest’ultimo intervento durante il sopralluogo di inizio lavori dell’architetto Alessandra Chiapparini della Soprintendenza di Mantova con l’ingegnere strutturista Massimo Bacchetta.
“I lavori sono continuati con opere di restauro dei paramenti in cotto, dove i mattoni presentavano lesioni o disconnessioni, con leggera pulitura dei mattoni stessi e un lavoro certosino di stilatura con malta di calce naturale certificata. Tale operazione ha dato alla imponente mole della fabbrica una unità visiva”, spiega ancora la Franzoni. La facciata principale, intonacata e ripartita da lesene semplici e lesene binate sormontateda capitelli corinzi con foglie d’acanto, che riflette l’organizzazione spaziale e volumetrica interna della chiesa, si presentava disomogenea e con un supporto degradato sia nei bei capitelli in stucco sia nelle superfici delle specchiature di marmorino biancastro dilavato. Qui s’è intervenuti, conservando le superfici di malta esistenti, che presentavano ‘bolle’ e cavillature importanti. “Un restauro puntuale sia con operazioni di pulitura che di consolidamento con utilizzo anche di perni in vetroresina. Nella parte bassa fino a 1,70 metri è stato rimosso l’intonaco cementizio degradato, apposto un impacco di malta specifica per la rimozione dei sali, quindi si sono risarcite le superfici con malta di calce naturale”.
Il mosaico che rappresenta San Giorgio mentre trafigge il drago e salva la principessa posto al centro della facciata sopra il protiro è stato pulito, consolidato e protetto con prodotti idonei. Sono state restaurate inoltre tutte le finestrature con vetri colorati legati a piombo. La nuova tinteggiatura, sempre concordata con la Soprintendenza a settembre, ha messo in risalto la preziosità del disegno architettonico della facciata. Sarà eseguita una finitura di consolidamento con acqua di calce sui prospetti molto semplici delle navate laterali, quando la temperatura lo permetterà, verso la primavera.
“A mio parere – prosegue l’architetto progettista – se prima dalla via principale del paese la chiesa aveva un aspetto sgualcito, disadorno, ora mi sembra ricomposta e può essere considerata una bella architettura”.
Cosa resta da fare?, chiediamo. “Ancora molto in questo primo lotto dei lavori: la scalinata, il sagrato, i camminamenti degli ingressi laterali in lastre di pietra di Luserna, con la formazione del condotto perimetrale di areazione delle fondazioni così da interrompere il fenomeno dell’umidità di risalita capillare”.
Gli interventi fino a ora effettuati sono fondamentali e prioritari nelle opere di restauro e di valorizzazione dell’intero bene. La forte presenza di acqua nelle murature e nelle pavimentazioni, oltre alla mancata manutenzione, avevano messo a rischio anche l’intero pregevole apparato decorativo interno della chiesa. Si prevede che il restauro esterno finirà per Pasqua e per le festività del patrono San Giorgio Martire. Gli impegnativi lavori di restauro conservativo, programmati per la Parrocchiale, continueranno anche all’interno della chiesa attenendosi a progetti esecutivi che già sono stati autorizzati dalla Soprintendenza di Mantova sia per quanto riguarda un nuovo impianto di riscaldamento a pavimento e di una nuova pavimentazione in marmo, sia per quanto riguarda gli affreschi eseguiti da Angelo e Azeglio Bacchetta alla fine dell’Ottocento, che arricchiscono la navata e le otto cappelle laterali.