AVRÒ CURA DI TE: celebrati i 50 anni dell’ospedale di Crema

Celebrati quest’oggi, al teatro San Domenico, i cinquant’anni della costruzione dell’ospedale cittadino, con la presentazione del volume di Nicoletta Bigatti Avrò cura di te, edito dal Centro di Ricerca Galmozzi che presenta storie e attualità dell’azienda ospedaliera di Crema.

Presenti, oggi pomeriggio alle 16, il presidente dell’Azienda Ospedaliera dott. Luigi Ablondi, il sindaco Stefania Bonaldi, il vescovo Daniele Gianotti, numerosi sindaci e operatori sanitari, lo staff al completo del Centro Galmozzi e numeroso pubblico. 

Romano Dasti, presidente del Centro, ha aperto il pomeriggio di festa sottolineando il grande sviluppo di cui è stato protagonista l’ospedale cittadino in questi ultimi anni. Il libro, che ne celebra i cinquant’anni, è segno del servizio che il Centro, nato a seguito del lascito del proprio ricchissimo archivio da parte di Alfredo Galmozzi, vuol dare alla città. Il volume, in elegante edizione di 304 pagine, contiene la storia dell’ospedale, l’illustrazione dei diversi reparti e oltre 170 interviste disponibili anche su internet. Regista, Felice Lopopolo e tanti altri collaboratori. Autrice Nicoletta Bigatti. Dasti ha concluso ringraziando l’ospedale e il direttore Luigi Ablondi per la collaborazione.

LA STORIA DELL’OSPEDALE

È seguita la parte illustrativa del testo e della storia dell’ospedale, letta da due attori, accompagna da fotografie, filmati e da brevi interviste. Si è così raccontata la storia del nosocomio cremasco, dalla sua fondazione nel 1351 a oggi, la realtà dei vari reparti e dei medici e infermieri protagonisti, fino al recentemente istituito corso di laurea Infermieri.

Si è parlato delle tecnologie di cui l’ospedale dispone, in particolare del Da Vinci, il robot che opera guidato dal chirurgo al computer. 

Si è toccato il tema etico, e il tema del “prendersi cura” che dà il titolo al volume, affrontando anche le patologie che non possono essere guarite, ma vanno accompagnate con un grande senso umanitario: “Prendersi cura – ha detto un medico – è la parte più importante della cura”. Oggi ci si prende cura della persona non solo nella fase acuta della malattia, ma cercando di accompagnare anche gli effetti devastanti di un dolore che si fa sentire ogni giorno. A questo proposito è stata toccante l’intervista a una donna che ha lottato come una leonessa contro il tumore e che alla fine si è sentita serena quando è entrata nelle cure palliative

E poi il centro oncologico, avviato dal dott. Canger, e il centro per la mente, dalla chiusura del manicomio nel 1976 al Centro Psico Sociale con un nuovo approccio all’ammalato che viene curato nel suo ambiente con una serie di servizi alla famiglia; la Pediatria e l’Ostetricia dove si può oggi partorire anche in una vasca da bagno; il nucleo operativo tossicodipendenze con metodologie nuove e d’avanguardia.

Non sono stati dimenticati i volontari, senza dei quali la macchina ospedale di incepperebbe.

Infine una panoramica dei piccoli ospedali del territorio, trasformati in centri specialistici, come l’ospedale di Rivolta, o in strutture di assistenza come i presidi di Castelleone, Soresina e Soncino.

Insomma, una lunga camminata che è stata un giro d’orizzonte sulla grande realtà dell’ospedale di Crema e di quanti sono impegnati a prendersi cura di noi.

DIRETTORE, SINDACO E VESCOVO

Ed eccoci alle conclusione: innanzitutto il direttore generale Luigi Ablondi che ha apprezzato il lavoro del Centro Galmozzi. “L’ospedale – ha detto – è percepito dai cremaschi come casa propria, mi auguro che questo volume contribuisca a stringere ancor più i legami tra ospedale e città.”

Poi il sindaco Stefania Bonaldi che ha sottolineato come la storia del nostro ospedale sia una storia di persone: e il libro del Centro Galmozzi è proprio un racconto di persone. Ha poi ricordato la battaglia per l’autonomia del nostro ospedale: “L’autonomia – ha detto – significa decidere come gestire le risorse in loco, vicino ai cittadini: un giusto riconoscimento a un ospedale, il nostro, che ha standard di efficienza ai primissimi posti in Lombardia, grazie anche al dott. Ablondi e ai tanti professionisti che vi hanno lavorano.”

È venuto poi il momento del vescovo Daniele: “Ciò che mi ha colpito conoscendo l’ospedale di Crema – ha affermato – è la realtà di umanità, di impegno e di passione che hanno molto da insegnare. Di fronte alla sofferenza tutti abbiamo da imparare: da chi soffre e di chi ne ha cura.”

UN GRAZIE A TUTTI

Infine l’autrice del volume Nicoletta Bigatti che ha voluto ringraziare tutti: i volontari, le tantissime le persone intervistate, la direzione sanitaria, gli operatori del Centro Galmozzi: Lopopolo e i tanti giovani che si sono occupati del filmato,  Davide, Francesco, Daniele, Ottavio, Lorenzo e Carlo Alberto. La regista Elisa e i due attori recitanti. 

Emozione finale: i ringraziamenti del dott. Luigi Ablondi che, con il 31 dicembre, maturerà la pensione e lascerà il nostro ospedale. A lui un ringraziamento anche da parte nostra per quanto ha fatto per l’ospedale di Crema e per tutti noi, portandolo ad altissimi livelli d’eccellenza.