CREMA – A Ca’ delle Mosche la mostra di Luca Cittadini

Sabato 15 e domenica 16 dicembre. si terrà a Ca’ delle Mosche a Crema la mostra E par che Luca, di Luca Cittadini, allestimento che approda a Crema dopo un lungo, lungo viaggio.  “Ho cominciato a dipingere solo a 25 anni, prima mi interessava solo la Scrittura. La mia vita non dipendeva dalla Pittura in nessun senso, e cosi’ dipingevo e disegnavo e sperimentavo senza altro scopo che quello di dipingere. Anno dopo anno, ormai decennio dopo decennio, ho raccolto ciò’ che dipingevo arrotolandolo e portandolo di trasloco in trasloco, guidato da una curiosa irrequietezza. A Pietrasanta, città’ di Scultori, ho costruito mobili che sono anche Sculture finche’ non mi sono confrontato con la Scultura lignea, perche’ amo il legno e scolpire la Pietra richiede una passione esclusiva che non potevo darle. Nel primo romanzo che ho scritto annotavo da qualche parte: -Perche’ dedicare un anno a una scultura quando in una pagina posso raccontare una città’, addirittura inventarmela?-. Quando ho riaperto finalmente tutti questi rotoli ho passato un periodo di gioiosa sorpresa nel constatare quanto avessi dipinto, con quale ostinazione, necessita’, costanza, e questa Mostra raccoglie questa necessita’ e indica le nuove direzioni  che ora so di voler intraprendere. In questo senso la Mostra e’ un atto di autocoscienza, e’ la mia attualità’ che sta crescendo in Pubblico, giorno per giorno. Sabato sarà’ ciò’ che sogno che sia da quando ho visto per la prima volta il Portico che la ospita.

Il futuro e’ fatto di tele di lino pregiato e grandi formati, anche se ho un amore particolare per certi quadri ‘piccioli’ che espongo. Dipingero’ a Essawira, in Marocco, prossima tappa di un viaggio che il mio Studio, che ho chiamato Jackson Pollock’s Studios  seguito dal numero progressivo delle sue sedi, perche’ nel 2013 abitavo in una baita sulle montagne di Bergamo che assomigliava davvero molto alla casa di legno dove jackson pollock e’ diventato Jackson Pollock, ha raggiunto a Crema la sede numero 19, e a Essawira saranno 20.

Li’, in questa affascinante ’citta’ invisibile’ del Marocco, voglio realizzare quello che considero il mio compito in Pittura, e cioè’ l’unione di ciò’ che viene erroneamente distinto quando si deice -Figurativo e Astratto- unendo il gusto per la scoperta del colore in tutte le nuance su cui si posa lo sguardo, con l’attrazione per quello di una Donna che si chiama Zed, che e’ tutte le Donne e vive imperturbabile nel suo Iperuranio dove il suo corpo e’ alla inesausta ricerca del proprio Equilibrio. E questa sua ricerca finisce con l’essere la mia, e insieme un’indagine in una Forma sola di tutte le Forme, dell’interiorita’ femminea e per estensione di ciò’ che e’ umano, che la Donna contiene, riassume, detiene..

Ho venduto i quadri di cui ero davvero convinto, e so che vendere un quadro significa entrare in un altro Mondo, dove una Signora, un Signore, stanno pensando se, dove, come quel quadro potrebbe entrare nella loro casa e nella loro esistenza più’ intima. -L’arte e’per pochi- ha detto Jasper Jones, ma penso sempre che ai quadri che dipingo si associ un’Atmosfera che e’ quella che troverete a Ca’ delle Mosche: calda, interiore, meditabonda, capace di comunicare un Sentimento, ed e’ per questo che nel battezzare E par che Luca, da un verso di Dante dove il mio nome risplende di luce,  di questa Mostra dico che presenta l’Opera mia in un sogno messo in scena, che viene alla fine di un lungo pensiero. Averla realizzata e’ per me il motivo per invitare tutti a condividerla”. Queste le parole di cittadini per presentare l’evento.