DA STRASBURGO – Salini: “Tra gli ultimi a lasciare il Parlamento. Lavori proseguiti come segno di democrazia contro la follia”

La sede dell'europarlamto a Bruxelles e l'eurodeputato cremasco Massimiliano Salini (FI-PPE)

Abbiamo contattato telefonicamente l’europarlamentare cremasco Massimiliano Salini, che da Strasburgo, poco fa, in una pausa dei lavori in aula, ci ha fornito la sua testimonianza sui tragico episodio dell’attentato di ieri. Tanta la paura.

Salini era tra i politici chiusi in Parlamento appena dopo l’annuncio della sparatoria, che, lo ricordiamo, ha provocato tre morti e dodici feriti. “Non tutti i parlamentari erano presenti, ma io mi trovavo in aula in quanto avevo in programma due interventi serali. Al momento della drammatica notizia, per questini di sicurezza, hanno chiaramente bloccato le uscite del Parlamento, ma su proposta del presidente Antonio Tajani i lavori non si sono interrotti come segno che le regole della democrazia non si devono fermare davanti alla follia di qualcuno. La riunione è prosegita sino alle ore 23.45 circa e al termine abbiamo seguito la vicenda ancor più da vicino. A tarda notte, intorno alle 2.30 ci hanno permesso di lasciare il Parlamento, con precedenza a chi non risiede in centro storico. Io alloggio proprio lì, vicino alla cattedrale, a pochi metri da dove è avvenuta la strage e sono stato tra gli ultimi ad abbandonare il palazzo, arrivando in hotel intorno alle 4. Ci stringiamo alle famiglie delle vittime”.