RIFUGIO SAN MARTINO/4: Una storia che riscalda il cuore

All’inizio non comprendiamo cosa sia venuto a fare qui Roman. È entrato al dormitorio, ma non vuole dormire.

È giovanissimo, avrà vent’anni e una gran confusione in testa. Sarebbe perfetto per questo posto penso, con lui piano piano si potrebbe collaborare. Avrebbe tutto il diritto di fermarsi qui per passare la notte al caldo.

Invece è entrato, si è fermato per una mezz’ora e poi se ne è andato. Ha parlato praticamente con chiunque gli fosse capitato a tiro: operatori, volontari, altri ospiti. Ha speso una parola con tutti, sempre con una gentilezza non comune, persino eccessiva. Effettivamente ha poco più di vent’anni, ma sembra abbia già vissuto tre o quattro vite.

È stata una comparsa sul nostro improvvisato palcoscenico, ha recitato in fretta e con passione la sua parte e poi se ne è andato, semplicemente, come semplicemente era entrato per dire la sua. È durato il tempo di farsi una doccia e di bere un caffè. Ecco cosa voleva: solo una doccia e una bevanda calda.

C’è dell’altro Roman, c’è sicuramente dell’altro, ma non ci hai dato il tempo di scoprirlo.

Racconto di un volontario della Caritas impegnato nel servizio presso il Rifugio di San Martino. Il nome del protagonista è di pura fantasia.