IL VESCOVO DANIELE INCONTRA I DIRIGENTI SCOLASTICI DEL TERRITORIO

Incontro del vescovo Daniele con tutti i dirigenti scolastici del territorio, questa mattina in episcopio. L’invito è venuto dallo stesso mons. Gianotti, nominato recentemente membro della commissione episcopale per la scuola e l’università della Cei.

Dopo i saluti e le reciproche presentazioni, il vescovo ha sfogliato il recente volume “Educazione” del sociologo Franco Garelli per cogliere alcuni spunti sul tema della scuola: la lettura pessimistica prevalente sul mondo giovanile, che sottolinea solo gli aspetti negativi – afferma il sociologo – è una lettura parziale: non risponde alla realtà. La realtà è molto più complessa con aspetto oscuri, ma anche più positivi.

Garelli, mette in luce le varie realtà della Scuola, messa spesso sotto accusa perché non adeguata. Chiede alla scuola una maggior, sana autorità, visto che – con  la crisi della famiglia – è diventata l’unico agente educativo sulla piazza. Una scuola italiana con tanti malanni, anche se ancora al centro delle aspettative educative della società.

Nonostante tutto risulta, dalle indagini del Garelli, che i giovani amano ancora studiare e andare a scuola; l’importante è che abbiano davanti insegnanti qualificanti, che sappiano dare una testimonianza di stile di vita e non siano sono trasmettitori di informazioni. Dunque: educare si deve, ma si può?

E su questo tema si è discusso tra dirigenti scolastici cremaschi, vescovo Daniele e responsabile dell’Ufficio per l’insegnamento della religione cattolica, Stefano Pagazzi. Nel sono venute diverse sollecitazioni. Anzitutto l’ammissione dei dirigenti di trovare molta difficoltà nel rapporto con alunni e famiglie (con i genitori spesso sindacalisti dei propri figli), inondati da una realtà molto complessa e da impegni non educativi, ma amministrativi. Si è sottolineata la disgregazione familiare: quando un ragazzo/a ha un problema, dietro c’è una difficoltà familiare. La fragilità dei adolescenti ha la sua origine nel clima della famiglia e nella famiglia che non funziona e spesso l’infelicità si trasforma in malattia. Alcune scuole hanno attivato veri e propri percorsi di ricupero anche in collaborazione con il Consultorio Diocesano.

È stato sollevato anche il problema dell’aumento di alunni con bisogni speciali per i quali non è possibile avere adeguati insegnanti di supporto.

Non è mancata qualche iniezione di ottimismo che ha sottolineato le tante soddisfazioni del lavoro educativo.  

Al termine il prof. Pagazzi ha proposto un coordinamento delle scuole per la formazione di genitori e si è chiesto un potenziamento della pastorale scolastica.

Infine il vescovo Daniele a invitato a pranzo tutti i presenti in un ristorante cittadino.