ISSR: A CREMONA L’INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO

L'arcivescovo di Milano mons. Delpini durante il suo intervento

Celebrata venerdì sera nell’aula magna del Seminario di Cremona, l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR) Sant’Agostino. A campeggiare il ritratto di san Paolo VI, nel nome del quale è avvenuto l’incontro. Presente, oltre ai vescovi delle diocesi coinvolte, l’arcivescovo di Milano mons. Delpini. Presenti un gran numero di studenti.

Da quest’anno fanno riferimento all’ISSR cinque Chiese lombarde: Cremona, Lodi, Pavia, Vigevano e Crema. La sede dell’Istituto è nella nostra diocesi, presso la Fondazione Manziana, e il vescovo mons. Daniele Gianotti ne è il Moderatore.

Direttore, don Cesare Pagazzi di Lodi. Succede a don Pier Luigi Ferrari, che ha guidato l’Istituto per dieci anni.

Pagazzi, aprendo l’incontro dopo i saluti del vescovo di Cremona Napolioni, lo ha ringraziato e, assieme a lui, tutti coloro che frequentano l’Istituto: i 220 studenti con i 44 iscritti di questo nuovo anno (un record). Ha ringraziato anche i due precedenti Iastituti, quello che faceva capo a Crema e quello di Pavia, da quest’anno uniti in un’unica realtà.

Ha ringraziato infine il Moderatore mons. Gianotti, che a sua volta ha aperto i lavori con un suo pensiero: “Oggi la chiesa – ha detto – ricorda San Clemente I papa e martire, che viene considerato il primo dei Padri. Come sottolineava, a suo tempo, il card. Ratzinger, i padri sono coloro che hanno cercato di fare incontrare l’annuncio del Vangelo con la cultura del loro tempo. Caratteristica peculiare anche di san Paolo VI che può quindi essere annoverato  tra i padri della Chiesa. Clemente è stato anche martire, perché la testimonianza di fede può portare anche a donare la vita per Cristo.”

La “lectio magistralis” è toccata all’arcivescovo di Milano mons. Delpini, sul tema Per una cultura e una gtestimonianza cristiane, che ha tratteggiato le caratteristiche dello stile pastorale ed umano di san Paolo VI, richiamandone l’attualità. Concludendo ha affidato a tutti gli iscritti (sopratutto candidati all’insegnamento della religione o al diaconato) a diffondere – appunto con la cultura – il fascino della fede.  

Al termine, mons. Delpini stesso ha consegnato i diplomi di Laurea triennale e magistrale agli studenti che l’hanno conseguita nelle ultime sessioni delle varie diocesi: quest’anno, nessun cremasco.

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