GESTIONE DELL’ACQUA – Audizione di Padania Acque alla Camera

Padania Acque, con il suo presidente Claudio Bodini e i presidenti di BrianzAcque Monza, Uniacque Bergamo, SAL Lodi in rappresentanza di Water Alliance – Acque di Lombardia, sono stati ricevuti in occasione dell’audizione parlamentare, presso Palazzo Montecitorio, indetta dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. Lo scopo dell’intervento è stato di presentare l’efficienza del “Modello pubblico Lombardia” nella gestione del servizio idrico integrato.

Water Alliance, infatti, è la più grande rete d’imprese pubbliche in Italia: quasi 6 milioni di cittadini serviti (il 56% della Lombardia), circa 1.000 comuni, 52mila Km di rete acquedottistica e fognaria, circa 60 milioni di utili all’anno, 1 miliardo di investimenti per il quinquennio 2018-2022.

Numeri importanti, che raccontano la storia di un sistema idrico, quello delle nostre città, iniziato il secolo scorso e creato esclusivamente da una pubblica amministrazione che ha dato prova di saper funzionare. Otto società rappresentate dai mille sindaci Lombardi che, nonostante il numero, hanno saputo creare un modello virtuoso di efficienza industriale. Non per nulla, le imprese lombarde hanno livelli di investimento superiori a ogni regione italiana: 40/50 € a cittadino, contro i 5/10 € di altre regioni.

Le tariffe dell’acqua sono tra le più basse d’Italia e le perdite idriche – quasi esclusivamente operative ovvero dovute perlopiù alle operazioni di lavaggio delle tubazioni – non superano il 22%, contro il 38% della media nazionale, e che raggiungono addirittura il 70% nella provincia di Frosinone. La qualità della nostra acqua potabile e di quella depurata è tra le migliori d’Italia: un modello di qualità ed efficienza che il Disegno di Legge, in fase di approvazione, stravolgerebbe completamente demandando la gestione dell’idrico ad “aziende speciali”, partecipate anche da piccoli Comuni. La revoca delle convenzioni attualmente vigenti in capo ai gestori (quella di Padania Acque scade nel 2043) causerebbe l’interruzione dei cantieri avviati, il blocco di tutti gli investimenti programmati e già iniziati, il trasferimento della gestione del servizio, delle reti e degli impianti ai Comuni e alle costituende aziende speciali, con costi e disservizi a discapito dei cittadini-utenti e del territorio. Costi che si aggirano attorno ai 20 miliardi di euro annui.

Un altro tema sul quale la maggior parte dei gestori ha espresso perplessità è il trasferimento dell’attività regolatoria e di controllo dall’attuale autorità indipendente ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) al Ministero dell’Ambiente: un salto nel vuoto che preoccupa, non poco. La priorità per Water Alliance deve rimanere l’attenzione nei confronti del territorio e dei cittadini per assicurare, come raccomandato anche dalla nuova Direttiva in materia di acqua potabile dell’UE, un servizio di qualità, trasparente ed efficiente nei termini dei costi e degli investimenti.