SPLENDIDA FILUMENA MARTURANO

È la crisi della famiglia borghese quella che Eduardo De Filippo mette in scena nel 1946. Filumena Marturano una commedia teatrale in tre atti, uno dei lavori più conosciuti e apprezzati dal pubblico e dalla critica internazionale, del grande autore napoletano.

La commedia con la regia di Liliana Cavano, dal Carcano di Milano è venuta a Crema, al teatro San Domenico, nella serata di venerdì, riscuotendo un grande successo.

Straordinaria l’interpretazione dei due principali protagonisti: Mariangela D’Abbraccio (nelle vesti di Filumena) e Geppy Gleijeses (nei panni del ricco pasticciere don Domenico Soriano, Mimì). Bravissimi anche tutti gli altri protagonisti:  Nunzia Schiano, Mimmo Mignemi, Ylenia Oliviero, Elisabetta Mirra, Fabio Pappacena, Adriano Falivene, Gregorio Maria De Paola, Agostino Pannone. 

 La vicenda è quella di una ex prostituta, mantenuta da don Domenico per 25 anni, che tenta di legarlo in matrimonio ricorrendo a un trucco: si finge in fin di vita e con la complicità di un prete, convince l’uomo a sposarla. Quest’ultimo acconsente pensando sia una questione di poco tempo. 

Ma poi si svela il trucco, anzi Filumena vuol portare in casa anche i tre figli segreti che ha avuto da varie relazioni: uno anche don Giacomo. Drammatici gli scambi dei due “sposi”, con un’interpretazione della D’Abbraccio veramente superlativa.

Il pasticciere che è legato a un’altra giovane donna, coinvolge un avvocato che lo rassicura della nullità del matrimonio celebrato con l’inganno.

Alla fine don Domenico accetta di sposare Filumena, anche nella speranza che le riveli chi dei tre è il suo figlio. Filumena non lo glielo dice e lo convince ad accettare tutti e tre i giovani come suoi figli: Mimì si convince quando i tre lo chiamano “papà”: si commuove ed accetta il matrimonio, rassegnato ma anche con grande affetto verso Filumena.

Veramente una bella serata di straordinaria levatura, sia per la commedia in sé, pièce d’arte di uno dei nostri più grandi commediografi moderni, sia per l’interpretazione degli attori.

Una difficoltà è stata la lingua: la commedia è stata recitata in napoletano stretto e spesso i cremaschi hanno dovuto interpretare i dialoghi… anche con qualche difficoltà. Insomma, la commedia doveva essere preparata, per poterla godere in tutta la sua bellezza.