SEMINARIO EUROPEO: L’Europa deve essere inclusiva e unita. Interventi di card. Betori e card. Bagnasco

A Firenze, oggi e domani, si svolge il Seminario europeo dove si riuniscono Rinascita Cristiana e altri movimenti per confrontarsi sul tema “Nella diversità una strada comune per l’evangelizzazione”. La giornata odierna si è aperta con il saluto del card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, che ha ribadito come l’altro debba essere incluso nella nostra società. Poi si tenuto il discorso del card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), che ha sottolineato l’importanza di costruire un’Europa unita.

UN’EUROPA CHE DEVE ASSUMERE ATTEGGIAMENTI INCLUSIVI

Occorre “assumere atteggiamenti inclusivi, in una società sempre più escludente che caratterizza alcuni territori d’Europa e l’Italia, in questo momento, in modo marcato”. Lo ha sottolineato il card. Giuseppe Betori, che ha portato il suo saluto ai partecipanti al Seminario europeo. “Le diverse presenze culturali vanno interpretate nell’ottica di inclusione che la Parola di Dio ci propone”, ha spiegato il cardinale di Firenze che ha invitato a “recuperare la dimensione religiosa dell’incontro con l’altro, in cui realizziamo l’incontro con Dio”. Nell’altro, infatti, ha concluso, “si può identificare l’angelo, il Cristo, il volto di Dio”.

L’UNIONE EUROPEA: UN’ANIMA CHE DEVE ESSERE UNITA

“L’Unione europea si trova in affanno. Ma un’Europa disunita sarebbe un dramma e forse la fine del Continente. Quanto più le spinte divisive sono forti, tanto più c’è bisogno di unità, e le spinte centrifughe devono essere lette con intelligenza, senza sufficienza o arroganza”, ha osservato il card. Bagnasco per il quale “di fronte alla globalizzazione, è evidente che solo insieme si può vivere per non diventare mercato a basso costo”. “L’Europa, prima di essere un continente, è un’anima e ha nel ‘dna’ un patrimonio umanistico di cui è responsabile di fronte al mondo e alla storia”, ha osservato il presidente del Ccee, ricordando la necessità di “fare memoria viva delle radici del Continente affinché l’Europa non diventi altro rispetto alla sua storia”. “O l’Europa sarà cristiana o non sarà”, ha scandito il card. Bagnasco sottolineando che “identità non significa esclusione, ma condizione di dialogo fecondo e di accoglienza aperta ad una giusta integrazione”.