RIFUGIO SAN MARTINO/1: una storia che riscalda il cuore

Marko ha appena chiesto un letto dove poter passare la notte. Avrà più o meno cinquant’anni e gli occhi stanchi. È stanco di mangiare e dormire un po’ dove capita, stanco di quello che ha visto per strada. È in Italia da più tempo di me, ha anche preso la cittadinanza molti anni fa. Poi è arrivata la crisi economica a mordere le caviglie, la disoccupazione, la depressione, la conoscenza sbagliata, l’alcool, il gioco.
Marko è un cantiere da far ripartire, ma intanto stasera un posto per farlo dormire al caldo non ce lo abbiamo, tutti i 18 posti sono stati già occupati. Qui succede allora che ti emozioni e ti stupisci. Marko raccoglie lo zaino posato a terra, non si incazza, non scongiura, semplicemente dice: “Va bene, tornerò domani sera. Magari sarò più fortunato”.
“Tornerò domani sera…” e basta. Dice solo questo, con naturalezza, con purezza.
Saluta e se ne torna in strada. Spero di rivederti Marko… mi piacerebbe conoscerti, mi piacerebbe dirti che si è liberato un posto.
Passa un giorno e Marko ritorna, con la stessa dignità, con gli stessi occhi stanchi. È simpatico, persino brillante, nonostante gli stenti che puoi leggergli sulla pelle e ha voglia di
parlare. Lo ascoltiamo, beviamo insieme un the caldo, fuori il freddo avvolge la città.
Arrivano le 22, è ora di chiudere il Rifugio, ormai chi è dentro è dentro. Controllo insieme a Marko la lista delle persone presenti quella sera e finalmente vediamo che un ragazzo non è tornato, chissà magari avrà trovato un amico disponibile ad ospitarlo.
Marko stanotte potrà dormire al caldo. Siamo entrambi allegri, sbrighiamo velocemente
le pratiche burocratiche necessarie e poi ci auguriamo buonanotte.
Il mio turno finisce, affido Marko ai volontari che passeranno insieme agli ospiti la notte.
Un’altra storia è entrata a far parte della mia vita, un’altra strada ha intersecato la mia, chissà per quanto tempo avrò a che fare con Marko.
Chissà quante altre strane, bellissime navi con i loro equipaggi di storie attraccheranno in questo porto di marinai che sanno cosa vuol dire essere in balia delle onde. Credo che Marko abbia voglia di gettare l’ancora in una baia tranquilla.
Racconto di un volontario della Caritas impegnato nel servizio presso il Rifugio di San Martino.
Il nome del protagonista è di pura fantasia.