La Ciclistica Capergnanica compie 50 anni: mostra di foto e cimeli in oratorio

La Ciclistica Capergnanica in una delle foto in mostra all'oratorio per il 50°

Tanti auguri Ciclistica Capergnanica! Festeggia i 50 anni una società “di paese” che, pur nel suo piccolo, ha scritto pagine importanti e memorabili nella storia del ciclismo, uno degli sport più belli e amati. Mezzo secolo di vita che rivive in una imperdibile mostra di foto e di cimeli: è allestita presso l’oratorio in questo fine settimana, in cui la comunità celebra la festa patronale di San Martino.

L’idea originale di fondare un’associazione ciclistica nasce nell’inverno del 1967: tira le fila Giuseppe Valcarenghi, che si può definire il “papà” della Ciclistica Capergnanica. Già ciclista di un certo livello, desidera riunire un gruppo di amici Amatori sparsi in diverse società fin nel Milanese: ne parla con il compianto don Antonio Chiodo, allora giovane curato, trovando in lui disponibilità e passione. L’oratorio diventa così la sede – mai abbandonata in 50 anni – della Ciclistica, inaugurata ufficialmente l’8 marzo 1968.

Per la neonata società, all’inizio non subito “sotto l’ala” della Federazione Ciclistica Italiana, ci sono immediatamente delle soddisfazioni: la prima vittoria porta la firma di Mario Catarsi, che conquista il Trofeo Rino Fenaroli a Olginate e poco dopo concede il bis vincendo la Milano-Cremona. Da sottolineare che in quegli anni le corse degli Amatori – tra i quali correvano molti ex professionisti – erano molto belle e sulle lunghe distanze. Il 1968 della Ciclistica Capergnanica si chiude con sei vittorie, che portano i nomi di personaggi come Biondi, Zagano (già gregario di Fiorenzo Magni) e Maccalli.

La partecipazione a importanti gare e le affermazioni si susseguono e dal 1971 la società “entra” nella Federazione Ciclistica Italiana, aprendo poi le sue porte qualche anno dopo – nel 1976 – a corridori giovani dai 16 ai 20 anni, molti dei quali promettenti e protagonisti più avanti di grandi successi.

All’inizio degli anni Ottanta la Ciclistica Capergnanica, con un’operazione da 81 milioni di lire, abbina il suo nome alla ‘Pietro Detto’ di Milano, storica casa cui fanno riferimento i più grandi ciclisti. E le vittorie continuano: su tutte spicca quella conquistata da Colpani alla Coppa San Geo (con il mitico “tacchino d’oro”). Senza dimenticare l’organizzazione da parte della società del Trofeo Comune di Capergnanica, una corsa considerata la “Sanremo dei dilettanti”.

Pur nei cambiamenti dei tempi, il gruppo ha sempre alimentato la passione per il ciclismo, arrivando agli inizi del 2000 a vincere con Longari il Campionato Europeo Giovanile ‘Super Gentleman B’. Oggi gli Amatori iscritti – quindi col tesserino – sono 25, affiancati da diversi appassionati: per loro ciclo raduni, ma anche gare di un certo spessore.

Di questi 50 anni ci sarebbero molte persone da ricordare e da ringraziare. In questi casi si corre sempre il rischio di dimenticare qualcuno (e ce ne scusiamo), ma vanno certamente citati don Antonio Chiodo, Giuseppe Valcarenghi che non ha mai mollato (è stato prima corridore e poi direttore sportivo), il primo presidente Giovanni Fusar Imperatore e i suoi successori i signori Somenzi, Sudati e Venturelli, fino ad arrivare agli attuali ‘patron’: i fratelli Gabriele e Maurizio Spagnoli che portano avanti – pur con fatica – una bella storia di sport, di autentica passione per il ciclismo. Giovanni Piantelli, Malachia Fasoli e Bruno Somenzi sono altri nomi da segnalare, insieme a Comandulli, Quadrini, Gabbini, Farina e altri. Tra gli attuali corridori ecco Luca Tommaseo, noto musicista e direttore del Coro Armonia, che gareggia e vince da anni.

Per quanti desiderano ripercorrere i 50 anni della Ciclistica Capergnanica – le sue “nozze d’oro” con il ciclismo – l’appuntamento è come detto in oratorio dove è allestita una mostra. E la storia, intanto, continua. Applausi e tanti auguri!