Operazione ‘Make-up’ – Recuperati dai Cc oltre 100mila prodotti di cosmesi rubati; arrestate undici persone

Parte della refurtiva recuperata

Al termine di due anni di indagini i Carabinieri sono riusciti a fermare un sodalizio dedito ai furti in aziende di cosmesi, e non solo. Sono finiti in carcere 4 romeni e un italiano e agli arresti domiciliari altri 2 italiani e 4 romeni. In tutto 11 persone, dieci delle quali ritenute responsabili dei colpi in concorso perpetrati a danno di numerose aziende del Cremasco e della Bergamasca; l’undicesimo è finito in manette, invece, per detenzione di droga e di una pistola ‘replica’ oltre che per essere stato trovato in possesso di 11mila euro che gli inquirenti ipotizzano essere provento dell’attività di spaccio. Gli arresti sono stati effettuati nella notte tra martedì e mercoledì dai Carabinieri della Compagnia di Crema con la collaborazione dei colleghi di Casalmaggiore, Cremona, Rho e San Donato. Settanta uomini che si sono mossi su un vasto territorio, tra Cremasco e Milanese, al termine di una lunga investigazione che ha consentito di recuperare refurtiva per 500mila euro (oltre 100mila confezioni di prodotti di cosmesi oltre ad una minima quantità di accessori d’abbigliamento griffati) restituita ai legittimi proprietari.

Era il novembre 2016 quando i militari dell’Arma iniziavano a constatare una escalation di furti a danno di aziende di cosmesi (produttori e contoterzisti) del territorio. Modus operandi quasi sempre lo stesso: i predoni agivano come la più classica delle banche del buco, attendendo la chiusura delle aziende nel fine settimana e aprendosi un varco nei muri di cinta magari di aziende confinanti per entrare nelle ditte prese di mira e trafugare quanto di interesse. Spesso si trattava di prodotti di pregio o non ancora immessi sul mercato, con grave danno per le multinazionali che li commissionavano a operatori del territorio e per questi ultimi.

Attraverso i filmati dei sistemi di videosorveglianza, dove presenti, i Cc hanno iniziato a stringere il cerchio attorno ad alcuni stranieri e a comprendere come gli stessi ricevessero informazioni utili su come colpire da familiari, dipendenti infedeli delle stesse aziende che poi andavano a colpire. I militari hanno intensificato i controlli e hanno chiesto la collaborazione di tutti i contoterzisti e cooperative del settore perché collegassero i propri sistemi d’allarme alla centrale dell’Arma. Al fine di eludere il pronto intervento dei militari, però, i ladri facevano scattare anche più volte l’allarme senza entrare in azione ma nascondendosi, salvo poi agire in un secondo momento.

I Cc, nel corso dei due anni, sono però riusciti più volte a recuperare refurtiva, spesso caricata su furgoni pronti a partire per l’Est Europa. Dopo il lungo periodo di indagine, i risultati raccolti e le prove inconfutabili, ottenuto il permesso della magistratura, nella notte tra martedì e mercoledì, l’Arma ha compiuto in blitz interprovinciale andando ad arrestare le undici persone finite nei guai e dando scacco ad un vero e proprio sodalizio criminoso.

La notizia è stata comunicata in conferenza stampa giovedì mattina dal maggiore dell’Arma Giancarlo Carraro, affiancato dai suoi uomini. A tutti è andato il plauso di molti titolari delle aziende di cosmesi del territorio, ossatura dell’economia industriale cremasca capace di offrire lavoro a migliaia di persone. “La guardia – ha concluso Carraro nel suo intervento – però non deve essere abbassata. Continueremo a vigilare con la collaborazione degli imprenditori ai quali suggeriamo sempre di collegare i propri sistemi d’allarme e antifurto con la nostra centrale operativa, al fine di consentire un nostro intervento tempestivo”.