MALTEMPO – Allerta finita, ma la guardia non va abbassata. Piloni chiede sostegno per i Comuni

Fiume Serio

Se il livello del fiume Serio per ora non preoccupa più, con ancora un piccolo innalzamento la sera di venerdì scorso, la guardia non va abbassata. Lo sanno bene in Comune e lo sa bene anche la protezione civile “Lo Sparviere”, che ha gestito al meglio l’allerta e le emergenze dello scorso weekend insieme alle forze dell’ordine e, appunto, ai tecnici del Comune. Ieri sera ancora gran pioggia e precipitazioni sono attese anche per stasera 5 novembre e domani. La protezione civile cittadina, che opera anche in diversi Comuni cremaschi, proseguirà nell’opera di monitoraggio e anche nelle operazioni post emergenza: rimozione delle piante cadute, pulizia aree e messa in sicurezza dei siti.

Proprio dopo i danni del maltempo (in tutta la Lombardia), il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni ha scritto una lettera a Pietro Foroni e Massimo Sertori, assessori rispettivamente al Territorio e agli Enti locali, per segnalare la situazione di alcuni territori della provincia di Cremona e richiedere attenzione e sostegno per quei comuni coinvolti che dovranno far fronte a ingenti spese. “Non solo attenzione e sostegno – ribadisce Piloni – ma ho chiesto anche di mettere in campo quelle strategie necessarie per prevenire questa escalation di fenomeni che sono legati al cambiamento climatico e a cui ormai stiamo assistendo da molti anni”. Tra i diversi danni riportati da Piloni nella missiva, spiccano il crollo della passerella pedonale presso il ponte sull’Adda a Pizzighettone, una porzione di tetto dell’edificio comunale a Vaiano Cremasco, gli effetti devastanti di una tromba d’aria nell’Alto Cremasco e ancora altri danni che hanno colpito i comuni di Rivolta d’Adda, Agnadello e Pandino.
“Tetti divelti,  cartelli segnaletici a terra e molte piante abbattute – spiega il consigliere –. Non sono state colpite solo le abitazioni, ma anche stalle e diverse attività commerciali, sono stati registrati danni perfino alla copertura della cappella del Cimitero e al tetto del castello Visconteo di Pandino”.