CREMA DURANTE LA GRANDE GUERRA: il volume dell’Araldo

 Presentato dall’Araldo, ieri pomeriggio alle 16.30 presso la Saletta Cremonesi del Museo cittadino, il volume CREMA E IL CREMASCO DURANTE LA GRANDE GUERRA, curato da Mario Cassi e Gastone Cattaneo. 

Dopo i saluti del presidente onorario del Gruppo Culturale dott. Ferrante Benvenuti e del sottotenente Cristiano  Crotti, il canto del tricolore e la proiezione dello spezzone “Don Camillo e il Piave”, tratto da un celeberrimo film di Peppone e don Camillo. 

È seguita la presentazione, da parte di Mario Cassi. del volume che porta sulla copertina un acquerello di Severina Donati, è stato realizzato in 99 copie e conta 99 pagine.

Contiene un compendiò cronologico di quanto avvenne a Crema dal 1914 al 1925, corredato da immagini; l’illustrazione delle caserme di Crema (presso gli Stalloni, le attuali elementari di San Pietro e il Sant’Agostino); i personaggi cremaschi della grande guerra: tra cui Ludovico Benvenuti, Fortunato Marazzi, Ottaviano Marazzi, i  Brambini di Moscazzano, Giulio Donati, Mario Cassi e mons. Francesco Piantelli. 

Il libro continua presentando alcune opere d’arte prodotte a Crema durante la guerra e i nomi dei caduti di Crema e delle sue frazioni (a quel tempo Comuni autonomi). Infine i decorati di Croce al merito di Guerra 1914-1945. 

Cristiano Crotti ha poi parlato della nascita della Croce Rossa dopo la battaglia e la carneficina di San Martino e Solferino del 24 giugno 1859. Dall’orribile spettacolo nacque in H. Dunant, presente in quel teatro di guerra, l’idea di creare una squadra di infermieri volontari preparati la cui opera potesse dare un apporto fondamentale alla sanità militare: la Croce Rossa. Crema aderì da subito e il suo comitato fu il terzo a sorgere. E prima che scoppiasse la guerra la CRI cremasca aveva preparato il primo ospedale da campo per i soldati feriti in battaglia, nell’attuale teatro San Domenico. Un secondo Ospedale venne allestito presso la Misericordia. Qui vennero portati e curati soldati di ogni nazione, che avevano combattuto l’un contro l’altro, ma che – al momento della sofferenza – venivano trattati come fratelli in nome della dignità di ogni persona. 

Al termine della presentazione, la consegna delle medaglie ai familiari dei caduti della grande guerra.