PRESENTATI I RICORDI DEL RAGAZZO PIERGIORGIO CARNITI

Il prof. Dornetti presenta il volume. Al suo fianco Sebastiano Guerini

Ottavo volume dei Quaderni del Santuario, presentato domenica pomeriggio presso la Casa del Pellegrino. Si tratta de Santa Maria della Croce 1040-1945. Gli echi della guerra nei ricordi di un ragazzo, scritto da Natale Piergiorgio Carniti. 

Iniziativa introdotta da Sebastiano Guerini e presentazione dell’opera da parte del prof. Vittorio Dornetti. Il tutto arricchito da interventi musicali. Affollata la sala.

LA RELAZIONE DI DORNETTI

Dopo il saluto del parroco padre Armando, Dornetti ha ringraziato Giorgio Carniti per averlo scelto per presentare il suo volume nel quale racconta gli anni della seconda guerra mondiale visti da un ragazzo di Santa Maria. 

“Si tratta di un libro bellissimo – ha detto – fondamentale per la memoria cremasca, che in futuro sarà considerato una fonte importante per capire chi eravamo.

Uno straordinario atto di amore nei confronti di Santa Maria, da parte di un ragazzo che ha vissuto nell’osteria del padre dove si incontrava il popolo del quale racconta tante figure e tante macchiette, compreso il personaggio del grande medico Bianchessi (al duturì). Un saggio di antropologia e un mondo che rivive nel libro con il respiro di una narrazione avvincente.”

Un libro colto, che risente – secondo Dornetti – di una profonda cultura; un testo autobiografico che ha lo spirito delle Confessioni di Sant’Agostino. “Come il grande santo, parte infatti dall’idea che non vi è nulla di casuale nella vita, ma tutto risponde a una coerenza costante.”

Nel libro c’è tutta Santa Maria: la chiesa e l’oratorio, centro di cultura e di animazione per il popolo. Ci sono soprattutto quattro grandi personaggi: il padre titolare dell’osteria, ex prigioniero di guerra che dal male profondo subìto, ricambia con il bene; il parroco mons. Piantelli: anch’egli ha sofferto la prigionia (nella prima guerra mondiale) e ricambia facendo del bene; i curati don Cella e don Maccalli persone di cultura, attorno ai quali faceva perno la comunità.

Il libro è diviso in due parti. La prima riguarda gli anni dell’infanzia dove prevale l’idea della meraviglia e dello stupore per le cose belle (la guerra era per i ragazzi lontana!), come il coro parrocchiale e le montagne della val Camonica.

La seconda parte è giocata sulla maturità: quando la guerra si sente, l’arroganza tedesca si vede e il giovane seminarista Piergiorgio vive le sue giornate nel seminario di Casaletto Ceredano.

Insomma, una testimonianza da leggere. “Garantisco – ha concluso Dornetti – grande piacevolezza nella lettura, perché siamo davanti davvero a un grande scrittore.” 

IL COMMENTO DI DON FERRARI

Intermezzo musicale e don Pier Luigi Ferrari che conclude ricordando di aver vissuto con Carniti per diversi anni nello stesso cortile, nonostante fosse nato 15 anni dopo di lui. Ha curato, assieme a don Marco Lunghi, la prefazione al volume e confessa di essere stato molto felice nell’apprendere che Pier Giorgio stava scrivendo memorie di quei tempi, descrivendo i riflessi che le vicende drammatiche di quegli anni lasciavano sulla gente. E ci regala una serie di figure di persone, località e soprannomi di quel piccolo mondo antico che era la Santa Maria degli anni Quaranta. 

Altro intermezzo musicale ed i saluti del presidente del Centro Gabriele Lucchi don Natale Grassi Scalvini.

Daniela, figlia di Pier Giorgio, legge alcuni brani del libro, con ottima espressione.

Si conclude ancora con la musica. Protagoniste Paola Beltrami e le tre figlie Chiara, Lucia e Anna. Molto brave. 

Alla fine Pier Giorgio, commosso, ringrazia tutti.