SINODO/8: I giovani vivono in un mondo difficile e senza fiducia

sinodo dei giovani
Ieri ha preso parola mons. Paolo Bizzeti, vicario apostolico di Anatolia. “Abbiamo fallito lo scopo di preparare un mondo vivibile per i giovani, dove ci sia la possibilità per loro di esprimere i propri talenti”. Così ha risposto, una vera e propia mea culpa, quando gli è stato chiesto che mondo è stato creato per i giovani.Ci sono state poi le dichiarazioni anche di padre Ángel Fernández Artime e mons. Frank J. Caggiano

UN MONDO DIFFICILE PER I GIOVANI

“Quale organismo mondiale è così a contatto con i problemi della gente come la Chiesa cattolica?”, si è chiesto il presule durante il briefing. “Dobbiamo fare una solenne richiesta di perdono ai giovani, per aver creato un mondo dove i giovani fanno fatica a inserirsi”, la proposta all’inizio dell’ultima settimana di lavori dei 267 padri sinodali, che fin dall’inizio del terzo Sinodo convocato da Papa Francesco si sono trovati a confrontare “con problematiche enormi, alcune differenti e trasversali, che ci hanno messo in contatto con la nostra umanità, con le sue luci e le sue problematiche”. In particolare, per il vescovo della Turchia, occorre domandarsi “come mai i giovani di oggi crescono con l’impressione che nel mondo per loro non c’è tanto posto: abbiamo dato loro cose inutili e li abbiamo privati di tante possibilità”. “Come possiamo parlare di trasmissione della fede, in un mondo dove decine di migliaia di giovani trovano la loro vita già programmata, perché devono lottare per sopravvivere e scappare dai loro Paesi?”, la provocazione di Bizzeti, che ha lamentato come “spesso noi vescovi siamo incapaci di dare risposte. Tutti, però, abbiamo il cuore di pastori con il loro gregge”.

ARTIME: UN SINODO E UNA CHIESA PER TUTTI

“Il Sinodo non parla e non deve parlare ad un’élite di giovani, ma a tutti i giovani, senza dimenticare quelli che hanno poco o niente a che fare con la Chiesa”. Lo ha detto padre Ángel Fernández Artime, rettore maggiore dei Salesiani. Sottolineando l’esperienza dell’universalità della Chiesa, fatta durante i lavori in Vaticano, padre Artime ha messo in guardia dal rischio di “uno sguardo troppo eurocentrico o occidentale: la Chiesa è di tutti i colori, di tutte le razze e di tutte le lingue, dobbiamo pensare in termini universali”. Il Sinodo, dunque, come invito alla conversione: “Dobbiamo cambiare, migliorarci come Chiesa, dare voce a chi non ha voce. I giovani ci hanno chiesto il coraggio della testimonianza”.

CAGGIANO: “LA CHIESA DEVE RICOSTRUIRE FIDUCIA NEI GIOVANI”

“La fiducia dei giovani è facile da distruggere, ma difficile da ricostruire”. Mons. Frank J. Caggiano, vescovo di Bridgeport, ha risposto così ad una domanda sugli abusi. “L’abuso è sia un peccato che un reato, che non deve trovare posto nella Chiesa”, ha ricordato il presule: “Dobbiamo far sì che i giovani si accorgano che noi riteniamo molto gravi questi fatti e che vogliamo ricostruire la loro fiducia”. “Cosa accadrà a febbraio, non lo so, ma è un tema che dobbiamo affrontare una volta per tutte”, ha aggiunto il vescovo statunitense a proposito dell’incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo convocato da Papa Francesco: “Ogni vescovo, in ogni caso, deve chiedersi come fare meglio nella sua diocesi”.