DIOCESI DI CREMA – A fine mese riapre il Rifugio San Martino

rifugio san martino
Il prossimo lunedì 29 ottobre riaprirà, per il sesto anno, il Rifugio San Martino, “dormitorio” che la diocesi di Crema mette a disposizione, nei mesi invernali, di quelle persone che, per vari motivi, si trovano senza una fissa dimora e vivono in una spirale di
povertà e di profondo disagio.

QUANDO E COSA

rifugio san martinoFortemente voluto dal vescovo Oscar Cantoni – l’inaugurazione risale al dicembre 2013 – e oggi sostenuto con altrettanta decisione dal vescovo Daniele Gianotti, il Rifugio è gestito dalla Caritas diocesana e si trova in via Civerchi a Crema, presso il Centro pastorale: un appartamento, di proprietà della Fondazione San Pantaleone, con 18 posti letto dove gli accolti non solo possono dormire al caldo, ma trovano anche una doccia, la prima colazione, una bevanda calda e, soprattutto, condivisione e calore umano donato dai preziosi volontari che prestano servizio.

UN AIUTO PER CHI SI TROVA IN DIFFICOLTÀ

Il Rifugio San Martino è la risposta concreta della Chiesa di Crema a una situazione di povertà estrema che coinvolge in egual misura stranieri e cittadini cremaschi, che vivono in questo nostro territorio. “Persone – spiegano alla Caritas – che si trovano in assenza di lavoro e casa, senza strumenti e capacità per uscire da questa difficile situazione. Si entra allora in una spirale di lotta per la sopravvivenza e conservazione della dignità. Mangiare, lavarsi, riscaldarsi, cambiarsi d’abito, diventano problemi assillanti e impellenti. Uscirne da soli e senza aiuti è pressoché impossibile”.
Come avviene da sempre, al Rifugio si accede dopo un colloquio al Centro di ascolto diocesano (presso la Casa della Carità in viale Europa 2) e alla Casa d’Accoglienza Giovanni
Paolo II (via Toffetti 2), oppure ci si può recare direttamente in via Civerchi durante l’apertura serale dalle ore 20 alle 22. All’ingresso serale e al mattino per l’uscita è presente un operatore della Caritas, mentre di notte si fermano due volontari.

PROTEZIONE E MOLTO ALTRO

“Oltre a offrire ristoro dalle criticità invernali, – rilevano Claudio Dagheti e Massimo Montanaro della Caritas, insieme a due volontari – il ‘dormitorio’ aiuta a sentirsi meno soli: è un ambiente che dà senso di protezione, dove si crea aggregazione in un contesto regolato e dove si vivono relazioni umane nel dialogo, nella condivisione di un thè caldo…”.
Una marcata attenzione è riservata all’aspetto educativo. “Non ci limitiamo a offrire un servizio – spiegano gli operatori di Caritas – ma offriamo anche e soprattutto un’opportunità di fuoriuscita da una situazione di bisogno: chi lo desidera, infatti, viene ‘preso in carico’ e accompagnato in un percorso più strutturale all’interno dei progetti di accoglienza e di reinserimento sociale della Casa della Carità”.