SINODO/4: Vescovo Giuseppe Guo Jincai felice di essere a Roma e invita il Papa in Cina

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Tra i partecipanti al Sinodo c’è anche il vescovo cinese Giuseppe Guo Jincai che per la prima volta prende parte all’incontro dopo la sigla dell’Accordo provvisorio Santa Sede-Cina sulle nomine episcopali. Jincai, in un’intervista, dichiara felice di essere a Roma e di aver incontrato il Pontefice. Spera che un giorno, com’è stato possibile per lui, anche papa Francesco si recherà in Cina dove le parrocchie lo attendono e nel frattempo pregano il rosario come da lui stesso consigliato per il mese di ottobre.

IL VESCOVO: “…LA GRAZIA DI ESSERE NELLA PIENA COMUNIONE…”

“Quello che abbiamo vissuto qui è un miracolo– ha affermato Jincai – è una grazia. E tutta la gioia che viene da questa grazia la portiamo come testimonianza ora in Cina e la condivideremo con i fedeli e i nostri confratelli vescovi, portando loro la benedizione del Papa. La porteremo unita anche a quella della Chiesa italiana, noi siamo stati ben accolti qui a Roma, anzi… invitiamo tutti, i vescovi e i cardinali italiani a venire nelle nostre comunità in Cina”.
Mons. Guo Jincai rivela che quando ha sentito le parole commosse di benvenuto da parte del Papa “sono volati via più di settant’anni, abbiamo sofferto, abbiamo aspettato tanti e tanti anni… e finalmente è arrivato, la grazia di essere nella piena comunione con il successore di Pietro, la gioia di partecipare a un Sinodo della Chiesa… mi sono sentito, ci siamo sentiti tanto amati e chiamati dal Signore per testimoniare la stessa fede sotto la guida di Pietro. Oggi siamo qui per ringraziare”.

PARROCCHIE CINESI ATTENDONO PAPA FRANCESCO E PREGANO IL ROSARIO

“In questi giorni abbiamo invitato papa Francesco a venire in Cina. Noi lo aspettiamo. Il momento lo sa il Signore. Ma noi preghiamo per questo, diciamo il rosario perché presto venga questo momento, che verrà. Come la nostra presenza qui, che da impossibile è diventata possibile”. Così il vescovo Jincai ricorda che “tutti i giorni in questo mese di ottobre in ogni parrocchia cinese si prega il rosario con le invocazioni come ha chiesto il Santo Padre. Preghiamo per le intenzioni del Papa, per l’unità fra di noi nella Chiesa di Cristo, perché il mondo veda che siamo una”. Mons. Guo Jincai prosegue: “Abbiamo alloggiato a Santa Marta e abbiamo potuto convivere nella quotidianità insieme al Papa. Abbiamo potuto guardare la fede che vive nella ferialità, mangiare alla stessa mensa… un’emozione per noi. Davanti a questa esperienza che solo adesso si è compiuta ho ripensato a quel grande missionario italiano che secoli fa ha aperto la strada: Matteo Ricci. Ma cinquecento anni fa lui era solo, è venuto in Cina da solo, non aveva avuto allora il sostegno e l’aiuto che abbiamo ricevuto noi oggi che ci siamo sentiti sostenuti, incoraggiati dall’accoglienza del Papa, dal suo abbraccio, dall’abbraccio della Chiesa universale”.
“Abbiamo potuto parlare con familiarità come figli con il loro padre. Ci ha detto che ci ama – conclude mons. Guo Jincai -, ama il nostro Paese e che sempre prega molto per i cristiani in Cina. Noi gli abbiamo detto che la Chiesa in Cina prega per lui. Abbiamo ricevuto anche la sua benedizione come un papà che benedice i suoi figli. E noi abbiamo visto come si prende cura così di ogni vescovo”.