PROCLAMATI SANTI PAOLO VI E PADRE SPINELLI. GRANDE EMOZIONE PER I PELLEGRINI CREMASCHI

Un momento della celebrazione della canonizzazione dei setti beati.

Terza giornata di pellegrinaggio – ieri – per i cremaschi e giornata clou con la partecipazione alla Messa in piazza San Pietro, con papa Francesco, per la beatificazione di Paolo VI, padre Francesco Spinelli, il vescovo Romero e altri quattro beati di Italia, Spagna e Germania.

Levata prestissimo per poter trovare un posto all’interno della piazza. Si prevedeva infatti un’affluenza straordinaria… come poi è avvenuto. Ma i cremaschi si presentano ai varchi di controllo abbastanza presto (attorno alle ore 8.00), una breve coda e riescono a entrare nei settori con le sedie e quindi partecipare alla Messa in tutta tranquillità. Quando il papa ha iniziato la Messa, la folla dei partecipanti era di circa 70.000 persone. Grande affluenza dall’America Latina, per mons. Romero, dalla diocesi di Brescia (5.000 fedeli) per Paolo VI, degli iscritti alle Acli, come ha sottolineato il Papa stesso, associazione molto legata a papa Montini.

I cremaschi si sparpagliano in varie parti della piazza, per prendere posto vicino ai corridoi, nella speranza che papa Francesco, al termine della celebrazione passi a salutarli, come è successo, con grande entusiasmo di tutti. I sacerdoti vengono accolti davanti alla scalinata in un settore riservato; i vescovi e le autorità di numerose Nazione in alto della scalinata a livello dell’altare papale. 

L’attesa è lunga, ma passa in fretta. La celebrazione inizia alle 10.15 con l’ingresso del lungo corteo al termine del quale , subito la liturgia di canonizzazione: dopo l’introduzione di papa Francesco, il card. Giovanni Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, chiede al Santo Padre che si proceda alla canonizzazione. Subito il canto delle Litania dei Santi e al termine, la formula di canonizzazione con la quale Francesco, con l’autorità che proviene dal Gesù Cristo, definisce santi i sette candidati: il coro scoppia in una Iubilate Deo solenne. Ne segue la celebrazione santa Messa. Grande emozione nella piazza che applaude. Grande gioia anche per i cremaschi.

Nell’omelia parte da una citazione di Paolo VI: “È nel cuore delle loro angosce che i nostri contemporanei hanno bisogno di conoscere la gioia, di sentire il suo canto. La tristezza è la prova dell’amore incompiuto. È il segno di un cuore tiepido. Invece, un cuore alleggerito di beni, che libero ama il Signore, diffonde sempre la gioia, quella gioia di cui oggi c’è gran bisogno”, dice Francesco contestando, attraverso le sue parole, la “vulgata” di un Papa Montini “triste”. “Oggi ci esorta, insieme al Concilio di cui è stato il sapiente timoniere, a vivere la nostra comune vocazione: la vocazione universale alla santità. No alle mezze misure, ma alla santità”.

La celebrazione chiude alle 12 e il Papa recita l’Angelus, poi saluta le autorità e finisce con il bagno di folla tra i 70.000 presenti. I cremaschi si ritrovano – com’era stato concordato – al parcheggio del Gianicolo per imbarcarsi sul pullman. Meta un ristorante appena fuori Roma. Poi di ritorni in fretta a Crema. 

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