Cremaschi in pellegrinaggio: Orvieto e Civita

Prima giornata del pellegrinaggio dei 63 cremaschi che, accompagnati dal vesvovo Daniele, parteciperanno domenica, in piazza San Pietro, alla canonizzazione di Paolo VI, di Francesco Spinelli, di mons. Romero e di altri beati.

La discesa verso Roma in pullman, lungo l’intera giornata, ha avuto due momenti molto belli e significativi: innanzitutto la visita alla splendida cattedrale di Orvieto. Qui il gruppo di pellegrini ha celebrato la Santa Messa, presieduta da mons. Gianotti, proprio nella celebre cappella dove è conservato il corporale bagnato dal sangue uscito dall’ostia consacrata nelle mani di un prete tedesco in crisi di fede, nel celeberrimo miracolo di Bolsena, avvenuto nel 1263.

Il vescovo ha parlato ovviamente dell’Eucarestia, come pane che accompagna il cammino dei credenti. Lo ha fatto citando il vecchio testamento quando la manna, donata da Dio al popolo ebreo, l’accompagnò lungo l’intero viaggio nel deserto.

Un pane donato da Dio giorno per giorno, perché l’uomo non pensi di accapparrarlo per sé, pane che è invocato anche nel Padre Nostro insegnatoci da Gesù (“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”) e recitato durante la Messa dall’assemblea cristiana prima di ricevere l’Eucarestia.

Dopo la celebrazione, la visita turistica alla cattedrale, spendida questa mattina, con la facciata illuminata da uno splendido sole; il pranzo in un ristorante vicino e partenza per la seconda tappa del viaggio: la surreale cittadina di Civita di Bagnoregio, immersa in un paesaggio lunare.

Siamo nella valle del tufo e il borgo medievale, di origine etrusca, è posto su una collinetta che sta inesofrabilmente franando. Viene definito infatti “la città che muore”. È collegato alla sponda della vale con un moderno ponte pedonale in cemento, costruito per poterla raggiungere. E di fatto il borgo è divenuto non solo un centro turistico di grande livello, ma un luogo dove personaggi famosi hanno le loro abitazioni.

Una bella camminata per arrivare alla città, un panorama mozzafiato, e una grande soffisfazione.

Alle 18.30 si risale in pullman. Due ore di viaggio ed ecco Roma, nella casa delle Canossiane. Ci accoglie una suora nativa di Farinate: baci e abbracci. Poi la cena e… subito a nanna!

Questo slideshow richiede JavaScript.