Golf: a Crema per la prima volta l’Italian Open for disabled

La pioggia non ha fermato i 29 golfisti (una ventina gli italiani) di diverse nazionalità che stanno prendendo parte alla diciottesima edizione dell’Italian Open for disabled che per la prima volta si svolge sul campo 18 buche di Crema. La gara è tutt’ora in svolgimento, domani si terrà la giornata conclusiva. A parlare con la stampa nel primo pomeriggio di oggi il direttore della Ryder Cup Gian Paolo Montali (nella foto con Cattani) e il responsabile della Divisione oncologia della casa farmaceutica Sanofi Genzyme Marcello Cattani sponsor della prestigiosa manifestazione. “Abbiamo scelto Crema per la disponibilità del presidente del circolo e perché ha un campo in ottime condizioni che si prestava perfettamente alle nostre esigenze. Lo scopo è quello di valorizzare il territorio e il turismo golfistico. Questi ragazzi hanno grandi capacità e lo hanno dimostrato anche negli Open dei normodotati dove vengono ritagliati anche momenti per loro” ha spiegato Montali. Cattani dal canto suo ha detto che “questa è un’occasione unica per difendere l’inclusione sociale. Il golf è una disciplina compatibile con molti tipi di disabilità”. I partecipanti all’Open nazionale di Crema sono stati suddivisi in categorie, ci sarà poi una classifica assoluta (nelle ultime edizioni ha sempre trionfato un atleta svedese) e quella con i migliori italiani. E a proposito di chi è sceso in campo, ha voluto dare una bellissima testimonianza Edoardo Biagi, impiegato di Banca di Aprilia con la grande passione del golf: “Ho iniziato a giocare nel 2008, poi nel 2010 mi hanno diagnisticato un tumore al midollo spinale e sono stato operato… quando ho riaperto gli occhi ho chiesto di poter vedere la Ryder Cup che si stava disputando proprio in quei giorni. Nonostante la sopravvenuta disabilità ho ricominciato a giocare e ho ritrovato la mia vita. Ci sentiamo alla pari con le persone normali che disputano questo sport… anzi per presunzione posso ammettere che spesso giochiamo meglio di loro!”.