Questa sera, il Mandato ai catechisti della diocesi

Testimoni di santità e di gioia. Papa Francesco ha fatto della gioia di essere cristiani il leitmotiv delle sue tre lettere apostoliche. L’ultima Gaudete et exultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo ha caratterizzato la celebrazione del Mandato ai catechisti, questa sera in cattedrale, presieduto dal vescovo Daniele, affiancato dal responsabile della catechesi diocesana don Luciano Pisati. Numerosi i catechisti presenti delle parrocchie Cremasche.

Dopo il canto iniziale, la memoria del battesimo con l’aspersione da parte del vescovo. Poi la lettura, da parte di un ragazzo e una  ragazza, del decalogo del catechista, seguita dalla proposta di alcuni brani dell’esortazione apostolica del Papa.

A questo punto, l’Alleluja e la proclamazione del Vangelo delle beatitudini. Il vescovo Daniele, nell’omelia ha parlato della santità proposta da papa Francesco, esordendo con un’affermazione ad effetto: “Per esser catechisti, non basta essere catechisti, ma bisogna essere santi. A queste mie parole – ha aggiunto – qualcuno forse si potrebbe preoccupare e pensare di ritirarsi. Ma la santità è innanzitutto un dono che ci è già stato dato da Dio. Quindi siamo già santi, come si legge nelle lettere di Paolo.

La santità – ha spiegato mons. Gianotti – è il riflesso dell’amore di Dio, il quale ci fa partecipi del suo progetto di vita che consiste nel ricapitolare tutte le cose in Cristo. La santità donataci significa che siamo parte di questo progetto. Ringraziamo il Signore. Da qui la chiamata a vivere la santità che già abbiamo.

La seconda idea da sfatare – ha continuato il vescovo – e che la santità sia un eroismo osservato a pochi. Il Papa ci dice che la santità va vissuta nella quotidianità della vita. Anche essere catechista fa parte di questa esperienza. Allora mettiamo in atto tutta la nostra capacità, come abbiamo detto nel decalogo dei catechisti.” E mons. Gianotti ha voluto aggiungere un undicesimo comandamento: “quello di pregare per i ragazzi che vi sono stati affidati.”

Infine un augurio “alla Francesco”: “Il Signore trasmetta la gioia in noi e con noi a tutti.”

La preghiera comunitaria è continuata con il canto delle beatitudini eseguito (come tutti gli altri brani della serata) dal coro dell’Unità pastorale Sacro Cuore, San Carlo e Madonna dei Mosi.

È seguita la professione di fede e l’ufficiale conferimento del Mandato da parte del vescovo ai numerosi giovani presenti in cattedrale: “Cari catechiste e catechisti di questa nostra Chiesa di Crema, a nome di questa Chiesa e con essa, io, vostro Vescovo, vi mando come catechisti e catechiste, maestri ed educatori dentro le vostre comunità parrocchiali. Coloro che vi sono affidati guidateli in cammini di crescita nella fede, con calore, dedizione e pazienza.”

Tutti i presenti hanno quindi ricevuto in dono una bella edizione della Gaudete et Exultate di papa Francesco.

Dopo la preghiera dei fedeli, il vescovo ha chiesto ai catechisti di farsi avanti per rimpolpare un po’ la Commissione catechistica della diocesi e ha concluso con la benedizione.

IL DECALOGO DEL CATECHISTA OK 

(di Tonino Lasconi)

Io sono il Signore Dio tuo che fa sempre cose nuove. Se vuoi essermi fedele, non smettere mai di rinnovarti.

1. Loda il Signore ogni giorno per il dono della fede, e perchè ti ha chiamato a comunicarla.

2. Non dimenticare mai che la fede non la si insegna. La si stimola e la si comunica con la parola e con la vita.

3. Ricorda che sei missionario in terra straniera, perciò devi imparare e conoscere la lingua, la storia, la mentalità, i bisogni, i valori, le aspirazioni di coloro ai quali vuoi portare “l’annuncio”.

4. Il Vangelo non lo si comunica da soli! Bisogna essere almeno in due, meglio in dodici, ancora meglio in settantadue. Sei mandato dalla Chiesa, e la Chiesa è comunità, è gruppo.

5. Diventa esperto nell’arte di comunicare. Gesù, parola e immagine di Dio, merita le parole più efficaci e le immagini più belle.

6. Guarda tutti con simpatia, soprattutto chi non corrisponde alle tue idee, ai tuoi desideri, alle tue aspettative. Non dare giudizi affrettati. Ogni persona è un mistero, solo Dio la conosce davvero.

7. Dà a tutto un tocco di professionalità, almeno pari a quella che oggi la società richiede a tutte le attività e le iniziative. Via superficialità e approssimazione.

8. Il Vangelo è buona notizia che è accolta se il suo annuncio fa ardere il cuore. Per questo non basta dirlo, ma occorre testimoniarlo con gioia.

9. Per far ardere il cuore è necessario seguire lo stile, la logica, la strategia, il “se vuoi” di Gesù. Chi si sente obbligato cercherà presto un modo di liberarsi.

10. Non valutare il successo del tuo annuncio. Cerca, però, di mettercela tutta perchè esso sia efficace.