MARCIA PERUGIA-ASSISI – Tanti i cremaschi presenti

Alla ventiduesima edizione della Marcia della Pace e della Fraternità Perugia-Assisi, assieme ai ‘Testimoni di speranza’ (100.000 partecipanti) – come li ha definiti il Presidente della Repubblica – c’erano anche i Marciatori della Pace di Vaiano Cremasco, Soncino e le Marciatrici di Romanengo.

4 i bus (2 da Vaiano, 1 da Romanengo e 1 da Soncino) partiti alla volta di Perugia, con camminatori distribuiti in tre alberghi e un ostello. Hanno partecipato al meeting ‘Diritti e responsabilità’ svoltosi sabato scorso nel Duomo di Perugia, presenti studenti e insegnanti Alex Zanotelli, missionario, don Luigi Ciotti e molti altri , per “camminare insieme sulla strada che rigenera fiducia, speranza e volontà di cambiamento… non fare una nuova Marcia per la Pace ma fare un tratto della lunga Marcia della pace e della fraternità che ci deve vedere impegnati tutti i giorni…’’. Il popolo della pace (198 adesioni) era formato oltre cha da Vaiano (72), Soncino (48), Romanengo (25), ma anche gruppi di Melegnano, Crema e Cremasco.

Ancora una volta, i marciatori, hanno portato lungo il percorso (29 km) il bandierone della Pace, ormai un simbolo della Perugia-Assisi, passando sotto di corsa. Neanche la forte pioggia iniziale ha scoraggiato i partecipanti, consapevoli della posta in gioco, galvanizzati dalla presenza di molti giovani studenti (10.000) che ha dato linfa e coraggio a continuare in questo impegno. “Inoltre quest’anno la presenza del vice-Sindaco Riccardi, ‘testimone’ della comunità di Vaiano, cha ha ricevuto alla partenza dal sindaco Paolo Molaschi la Bandiera che era stata esposta in municipio, ha sicuramente dato spessore all’impegno dei Marciatori cremaschi”, commenta Agostino Manneti, che ha coordinato l’uscita.

La manifestazione si è conclusa, come ormai da diverse edizioni, srotolando il bandierone lungo la balconata che da sul piazzale della Basilica Inferiore di San Francesco. Molte le new entry dell’esperienza, colpite dai colori (ombrelli), dai giovani, dalla gente, insieme per “educare alla pace’’ perché “la pace non ha un colore li ha tutti”.