SCRP IN LIQUIDAZIONE: LAMPO A CIEL SEREN

Scrp in liquidazione: lampo a ciel sereno. Quattro sindaci di centrodestra – Luca Guerini di Ripalta Guerina, Davide Bettinelli di Chieve, Giuseppe Lupo Stanghellini e Paolo Mirko Signoroni di Dovera – oggi pomeriggio, neanche ventiquattr’ore dopo l’assemblea da cui è stata esclusa la stampa, hanno inviato a tutti i colleghi una lunga nota, nella quale avanzano osservazioni, che non hanno espresso in quella sede.  Almeno stando alla comunicazione ufficiale per la quale tutto dovrebbe essere andato via liscio.

Ebbene i quattro, premesso d’aver da subito condiviso “la linea della trasformazione in house di Scrp e seguito con interesse e partecipazione tutte le vicende ad esso collegate  (…) credendo nel progetto che vede la partecipata come aggregante rispetto al nostro territorio e braccio operativo dell’area omogenea cremasca”, fanno osservare di non voler compiere un “atto di fede”.

“La nostra convinta partecipazione – puntualizzano – deve necessariamente passare attraverso una seria analisi dell’evoluzione di Scrp con la sua messa in liquidazione e conseguenti atti e passaggi.”

“Alcune perplessità – rivelano – ci inducono alla prudenza” e nell’esortare a non lasciare nulla al caso, richiamano l’attenzione su un aspetto fondamentale dell’operazione: il  “passaggio dei rami d’azienda a Consorzio.it”, al quale passerebbe anche il personale rimasto in Scrp dopo la dismissione degli asset industriali dell’idrico e Biofor.

Pur concordando sulla salvaguardia del posto di lavoro di tutti, i quattro sindaci ritengono “altrettanto importante riuscire a sistemare o sanare alcuni aspetti che hanno motivato la critica verso il mondo delle partecipate”. Insieme ai dipendenti passerebbero infatti “anche i loro stipendi”, alcuni dei quali “fuori mercato”, evidenziano testuale.

“Questo aspetto, oltre a essere stato motivo di critica (giusta?) – così nel testo – va nel senso contrario di questo particolare momento socio-politico che attraversa l’Italia e ci rapporterebbe verso un ambito privato che tanta paura non deve fare.”

“Si potrebbe così cogliere l’occasione – sostengono Luca Guerini, Davide Bettinelli, Giuseppe Lupo Stanghellini e Paolo Mirko Signoroni – di azzerare tutto con la liquidazione della società, garantire con un accordo sindacale la riassunzione dei dipendenti nella nuova in house con nuovi contratti e nuove retribuzioni.”

Però!

“Più volte si è parlato di assumere decisioni forti – spiegano – per il bene del nostro territorio: questa sembrerebbe proprio una di quelle!”

“Se così non fosse, per volontà politica o per opportunità o per un pochino di paura, non verrà meno il nostro apporto al progetto – rassicurano i quattro madre-coraggio – ma fin da ora sarà nostra premura  presidiare questi e altri argomenti che nel futuro saranno il cuore della nuova nostra società per il bene dei nostri Comuni e del futuro della partecipata.”