CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO: un cammino sinodale

Riunione del Consiglio Pastorale Diocesano, questa sera, nella sala rossa dell’episcopio per ad alcuni adempimenti organizzativi e per programmare il lavoro dell’anno sul tema delle unità pastorale, a seguito delle indicazioni del vescovo Daniele.

Mons. Gianotti, in apertura e dopo la preghiera, ha informato di aver nominato tre membri del Consiglio stesso, secondo quanto stabilito dallo statuto, nelle persone di Alessandro Benzi, Paola Vailati e Verner Gheber. Nominato anche Enrico Fantoni come segretario.

 

Ha letto, di seguito, alcuni articoli dello Statuto stesso, fermando l’attenzione sulla possibilità del Consiglio di esprimersi, con documenti o interventi di vario genere, su questioni importanti della diocesi e della città. Un compito ritenuto molto importante e significativo.

Si è quindi passati alla votazione per eleggere tre membri nel Consiglio di Presidenza. Spiegato il meccanismo, si sono svolte tre votazioni, una per ciascun candidato. Erano presenti 27 consiglieri oltre il vescovo Daniele, per un totale di 28 votanti.
Sono risultati eletti (tutti alla seconda votazione) Andronico Antonino con 18 voti, Paola Vailati con 17 voti e Diego Capone con 17 voti (15 voti erano il quorum necessario).

Conclusa la votazione, il vescovo Daniele ha ricordato il lavoro che la diocesi dovrà svolgere quest’anno come esperienza sinodale.
Da ottobre a marzo è prevista la riflessione sull’intervento che mons. Gianotti stesso ha tenuto nella prima serata del Convegno Pastorale di settembre, corredato da domande guida (che saranno pronte a breve). Riflessione che avverrà nelle parrocchie, nelle unità pastorali, nei consigli, nelle associazione e nel Cpd stesso, per crescere in una mentalità sinodale e avanzare proposte concrete sul tema delle Unità Pastorali e su una conseguente più adeguata struttura dell’attività pastorale diocesana.
Tra aprile e maggio si svolgeranno due assemblee diocesane, per raccogliere i frutti delle discussioni di base: una prima di ascolto e una seconda conclusiva e propositiva.

Al Consiglio Pastorale Diocesano e al Consiglio Presbiterale Diocesano spetterà un lavoro di sintesi tra le due citate assemblee per raccogliere, in un insieme di mozioni, le proposte venute dalla base. Mozioni che – ha proposto il vescovo – potrebbero essere messe ai voti nella seconda assemblea. Un organismo che dovrà ovviamente avere una certa quale rappresentatività e del quale il Consiglio Pastorale Diocesano sarà parte integrante. Il tutto si concluderà con un documento o qualcosa di simile che conterrà le scelte concrete per il futuro. Il Nuovo Torrazzo metterà a disposizione degli spazi per offrire a tutti i lettori la possibilità di avanzare le proprie proposte.

Trattandosi di tematiche che riguardano la vita pastorale della diocesi è stato proposto di non discutere sui massimi sistemi, ma di mantenere una concretezza operativa. In particolare si è chiesto che il Cpd s’impegni a riflettere, nelle riunioni di quest’anno, sulla sinodalità in riferimento alle commissioni pastorali diocesane.
Si sono proposti anche gruppi di lavoro preparatori dell’assemblea e il coinvolgimento dei giovani.

Il vescovo ha anticipato un problema concreto: il fatto che le unità pastorali metteranno in questione le attuali zone pastorali che oggi hanno significato per il clero (che si riunisce mensilmente proprio a livello zonale), ma non per i laici.