FOTO INEDITE SU PAOLO VI: Inaugurata la mostra di Pepi Merisio

Una suite di Bach, suonata al violino del maestro Simonetti e il saluto di Vincenzo Cappelli presidente della Pro Loco ha dato il via oggi pomeriggio alle 17, presso l’auditorium Bruno Manenti, chiesa di San Bernardino, all’inaugurazione della mostra fotografica di Pepi Merisio dedicata a fotografie inedite di Paolo VI, un pontefice che ha segnato il secolo scorso, che creava legami, che ha aperto porte e ha rinnovato la Chiesa, ha detto Cappelli. “Uomo profetico – ha continuato – d’intenso pensiero, impegnato a realizzare la civiltà dell’amore, nella condivisione del travaglio del suo tempo, segnato dalla contestazione e dal disprezzo della vita.”

Pepi Merisio, di Caravaggio, è stato il fotografo personale di papa Montini e in questa mostra espone fotografie inedite di grande efficacia. “In esse – ha detto ancora il presidente della Pro Loco – rivela lo spirito del pontefice con grande maestria.” E non ha mancato di ringraziare l’infaticabile Elena Cattaneo, già presidente della Pro Loco, che ne è stata l’organizzatrice.

Presenti all’inaugurazione il vescovo Daniele Gianotti e il sindaco Stefania Bonaldi. Il primo ha ringraziato la Pro loco, sottolineando come la mostra – ipotizzata per la primavera scorsa – è stata spostata in questo periodo per farla coincidere con la canonizzazione di Paolo VI che avverrà domenica 14 ottobre prossimo. Ed ha fatto alcuni cenni autobiografici, ricordando quando, studente di teologia a Roma, lo vedeva spesso nelle celebrazioni, fino ai tempi più difficili del suo pontificato, in particolare in quell’aprile-maggio del 1978. “La scoperta della mia vocazione – ha detto – è avvenuta nel contesto culturale di Paolo VI.” Ed ha ricordato la determinazione con cui ha portato avanti il concilio. “Papa Montini – ha concluso – lascia un’eredità che accompagna ancora oggi la vita della Chiesa. Il segno più importate è che Paolo VI è un punto di riferimento per Papa Francesco.”

Il sindaco Bonaldi ha ringraziato anch’ella la Pro Loco e ha sottolineato come anche la fotografia sia una vera e propria arte, per la capacità dello sguardo del fotografo – come quello di Merisio – di saper cogliere ciò che sfugge all’attenzione dei profani. Ha ricordato poi l’amicizia di Montini con il nostro vescovo Manziana.

Ed ecco il protagonista della mostra, il fotografo Merisio che, in un breve intervento, ha ricordato le virtù eccezionali di Paolo VI, in particolare la sua umiltà: “Trattava me – ha detto – ultimo dei fotografi, come fossi un cardinale! Non so se verrà ancora un papa come lui, anzi… forse non verrà più.”

Dopo la lettura, da parte di Franco Maestri del racconto dello stesso Merisio del fallito attentato contro il papa nel viaggio in Oriente nel 1970, Giorgio Merigo, presidente della Bcc Credito Cooperativo Caravaggio e Cremasco, sponsor dell’iniziativa, ha ricordato il grande legame dell’istituto di credito  con Pepi Merisio, che ne è stato anche presidente.  

Don Giorgio Zucchelli, direttore del Nuovo Torrazzo, anch’esso sponsor della mostra, ha ricordato – a sua volta – il celebre discorso Il segreto della cattedrale, pronunciato dall’allora card. Montini, arcivescovo di Milano, il giorno dell’inaugurazione dei restauri del nostro duomo (aprile 1959) e divenuto successivamente un punto di riferimento.

Due momenti eventi collaterali alla mostra sono in programma nei prossimi nella sede della mostra:  

– Domenica 7 ottobre, alle ore 16.30, Concerto d’organo del prof. Stefano Rappini, maestro d’organo del duomo di Trento.

– Domenica 14 ottobre, alle ore 21, concerto con il coro “Armonia” diretto dal prof.  Luca Tommaseo.

MEMORIE DI PEPI MERISIO

L’ultimo viaggio (il più lungo in terra di Iran, Pakistan, Filippine, Isole Samoa, Australia, Indonesia, Hong Kong, Cylon, Giacarta) 26 Novembre 1970, per me era il più importante viaggio oceanico al seguito di Paolo VI. Emozione e preoccupazione di non riuscire a testimoniare le varie fasi delle due settimane nel Pacifico di sua Santità mi accompagnavano, invece riuscì tutto abbastanza bene fino all’atterraggio a Manila dove non immaginavo di trovare ad attenderci il diavolo con un Kriss nascosto per colpire il Sommo Pontefice. Fu un attimo e il segretario (Don Macchi) intuì in una frazione di secondo le intenzioni omicide del delinquente, vi si buttò contro a corpo morto riuscendo a deviare il colpo che tuttavia colpì di striscio il petto del Papa. C’è tutto nella foto che scattai, in trance, sbalordito dall’avvenimento. Non avevo ben capito cosa fosse successo. Tant’è che quando vidi il Papa con una macchia rossa sulla veste bianca pensai “Il Papa s’è fatto male la barba”.

PEPI MERISIO 

PEPI MERISIO è nato a Caravaggio, nella bassa bergamasca, e comincia a fotografare da autodidatta nel 1947. Progressivamente protagonista del mondo amatoriale degli anni Cinquanta, ottiene numerosi e prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero.  Nel 1956 inizia la collaborazione col Touring Club italiano e con numerose riviste: Camera, Realité, Photo Maxima, Pirelli, Look, Famiglia Cristiana, Stern, Paris – Mach e numerose altre.

1962 passa al professionismo e l’anno seguente entra nello staff di Epoca, allora certamente la più importante rivista per immagini italiana. Da allora ha pubblicato oltre un centinaio di libri fotografici con editori diversi: nel 1972 la Rai gli dedica una puntata della trasmissione Occhio come mestiere, curato da Piero Berengo Gardin.

Nel 1980 Progresso Fotografico dedica a Merisio un numero monografico. Nel 1982 è l’editoriale Fabbri che lo accoglie nella collana I grandi fotografi mentre è del 1996 il numero a lui dedicato di Foto Magazine. Nel 2010 la Regione Lombardia nella sede del Grattacielo Pirelli a Milano. Nel 2011 una sua opera viene esposta nel padiglione Italia alla Biennale di Venezia.

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