Papa Francesco in Estonia. Oggi concluso il Viaggio nel Paesi Baltici

La Messa in piazza della Libertà a Tallinn

Con la tappa in Estonia (terzo Stato Baltico) papa Francesco ha concluso oggi il suo viaggio di quattro giorni nelle Repubbliche baltiche, che lo ha portato anche in Lituania e in Lettonia.

IL SALUTO ALLE AUTORITÀ

In mattinata il Papa è arrivato a Tallinn, capitale dell’Estonia. Dopo l’accoglienza ufficiale in aeroporto, la visita alla Presidente estone Kersti Kaljulaid, seguita dall’incontro con le autorità del Paese e la società civile nel Giardino delle Rose del palazzo presidenziale. 

Il Paese baltico oggi è segnato da una forte secolarizzazione, con oltre il 70% della popolazione che si dichiara “non religiosa”, e ha un alto tasso di divorzi. A tutti il Papa ha ricordato che una terra per essere feconda, deve creare appartenenza e avere radici: Un popolo sarà in grado di generare futuro solo nella misura in cui dà vita a “relazioni di appartenenza” tra i suoi membri, ha detto papa Francesco. In questo sforzo ha assicurato l’aiuto della Chiesa cattolica, “una piccola comunità” che in Estonia rappresenta lo 0,5 per cento, ma con “tanta voglia di contribuire alla fecondità di questa terra”.

Prima aveva preso la parola la presidente della Repubblica di Estonia, Kersti Kaljulaid. “Con la sua autorità morale e politica, la Santa Sede – ha detto – è stata una fonte di potere spirituale per le nazioni europee tenute ostaggio del comunismo. Ha dato loro ispirazione, affinché potessero rimpadronirsi della loro libertà.”

INCONTRO ECUMENICO CON I GIOVANI

È seguito l’incontro ecumenico con i giovani nella Kaarli Lutheran Church. Il Santo Padre è stato accolto dall’Arcivescovo luterano e dal Pastore della Chiesa. Nell’atrio un gruppo di bambini di diverse scuole cristiane ha offerto dei fiori al Papa mentre veniva eseguito un canto. Dopo le parole di benvenuto di due ragazzi, uno cattolico e uno luterano, un breve indirizzo di saluto dell’Arcivescovo luterano e alcune testimonianze di un rappresentante luterano, di un ortodosso estone e di un cattolico, il Santo Padre ha pronunciato il Suo discorso. “Sappiamo – ha detto – che molti giovani non ci chiedono nulla perché non ci ritengono interlocutori significativi per la loro esistenza. Alcuni, anzi, chiedono espressamente di essere lasciati in pace, perché sentono la presenza della Chiesa come fastidiosa e perfino irritante. Li indignano gli scandali sessuali ed economici di fronte ai quali non vedono una condanna netta; il non saper interpretare adeguatamente la vita e la sensibilità dei giovani per mancanza di preparazione; o semplicemente il ruolo passivo che assegniamo loro. Nonostante la nostra mancanza di testimonianza – ha affermato il Papa – continuate a scoprire Gesù in seno alle nostre comunità.”

Al termine dell’incontro, il breve saluto del Presidente del Consiglio delle Chiese dell’Estonia, l’Arcivescovo Andres Põder e le parole di ringraziamento dell’Amministratore Apostolico di Tallinn, il Papa si è congedato dai 10 leader religiosi presenti e si è trasferito in auto al Convento delle Suore Brigidine a Pirita, dove ha pranzato con i membri del Seguito papale.

IN CATTEDRALE PER L’INCONTRO CON I POVERI

Nel pomeriggio, papa Bergoglio si è recato in auto alla cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Tallinn per l’incontro, alle ore 15, con gli assistiti delle Opere di Carità della Chiesa. 

Al Suo arrivo, Francesco è stato accolto all’ingresso principale dall’Amministratore Apostolico di Tallinn, dal Parroco, dalla Madre Superiora delle Suore Missionarie della Carità e da una famiglia con 9 bambini assistita dalle Suore. Quattro bambini hanno offerto al Papa un omaggio floreale. Erano presenti all’incontro circa 100 assistiti delle Opere di Carità della Chiesa Cattolica, tra i quali persone con problematiche di alcool, persone disagiate e ragazze madri ed il personale della Caritas.

“Continuate a creare legami – ha esortato il Santo Padre – a uscire nei quartieri delle vostre città per dire a tanti: anche tu fai parte della nostra famiglia. Perché la più grande gioia del Signore è vederci rinascere, per questo non si stanca mai di donarci una nuova opportunità”. Al termine, dopo la consegna di un dono e il saluto ad alcune persone assistite dalle opere caritative cattoliche, il Papa si è trasferito in auto in Piazza della Libertà.

LA MESSA CONCLUSIVA

E qui, alle ore 15.45 locali, l’ultimo atto della Visita in Estonia: la celebrazione della Messa in Piazza della Libertà a Tallinn. Papa Francesco ha paragonato gli Ebrei fuggiti dall’Egitto che raggiungono il monte Sinai “all’intera nazione dell’Estonia e a tutti i Paesi Baltici”. “Voi conoscete le lotte per la libertà – ha spiegato – potete identificarvi con quel popolo”. E ha poi aggiunto: In un Paese come l’Estonia in cui la maggior parte delle persone non si riconosce come credenti, Dio vuole il suo popolo “eletto, sacerdotale e santo”, “in uscita”, “audace nel suo volo e protetto solo da Lui. Eletti non significa esclusivi né settari. Siamo la piccola porzione che deve far fermentare tutta la massa, che non si nasconde né si separa, che non si considera migliore o più pura.”

Prima della benedizione finale, Mons. Philippe Jourdan, Amministratore Apostolico di Estonia, ha rivolto al Papa alcune parole di ringraziamento. Infine il Santo Padre ha rivolto a tutti i fedeli presenti un messaggio di ringraziamento e ha impartito la benedizione finale.

Quindi si è trasferito in auto all’Aeroporto Internazionale di Tallinn per il congedo dall’Estonia. L’aereo è decollato alle ore 18.15 locali ed è atterrato all’Aeroporto di Roma-Ciampino alle ore 20.05.